Rossi, dalla gran paura all’esito degli esami. E ora Steadman

    0



    Rossi al CtoDallo choc a un mezzo sorriso, il giro completo della paura in quattordici ore: è stato un consulto medico delicato, fatto per gradi proprio in segno di rispetto verso Rossi accompagnato ieri mattina in ospedale in condizioni psicologiche devastate. Prima il test con l’artrometro KT1000 (subito segnali positivi sulla stabilità del ginocchio), poi l’esame strumentale attraverso la risonanza magnetica. Solo a quel punto Rossi ha incrociato lo sguardo dei medici, per esplorare gli occhi di chi leggeva la verità nel monitor: un altro appuntamento con il destino in compagnia dei medici. Certi dettagli intuiscono da un’occhiata e sul volto di Rossi — per la prima volta dopo molte ore — è comparsa una smorfia molto simile a una liberazione.

    Il legamento crociato anteriore già operato due volte è salvo, la lesione di secondo grado sul collaterale non richiederà un intervento chirurgico per essere riassorbita in un tempo prudentemente stimato fra i due e i tre mesi: la carriera di Pepito non è dunque a rischio — lui stesso era stato pessimista nello sfogo con i compagni, a caldo, dopo l’intervento di Rinaudo — e ci sono dunque fondate speranze di vederlo al Mondiale. «Ti aspettiamo», gli ha fatto sapere Prandelli che, come moltissimi sportivi italiani, è sobbalzato quando domenica sera ha visto Rossi disteso a terra, con la mano che batteva sul terreno di gioco come uno spot del dolore e della paura. Pepito era convinto di essere riprecipitato nell’incubo (due operazioni allo stesso legamento, l’ultima nell’aprile del 2012). Per fortuna si sbagliava. Ora dovrà osservare riposo assoluto per 48 ore, poi si trasferirà in Colorado per sottoporsi alla visita del professor Richard Steadman che lo ha operato con successo l’ultima volta. Il medico americano è in possesso di tutti i dati necessari per preparare un programma di riabilitazione (che sarà gestito in collaborazione con il fisioterapista Luke Bongiorno, lo stesso che ha già seguito Pepito nei mesi scorsi).

    I tempi stimati per il recupero, come detto, variano dai due ai tre mesi. I più ottimisti sperano che Rossi possa rientrare a metà marzo, ma in questo momento è impossibile fare previsioni. L’attaccante viola è stato visitato dai professori Roberto Buzzi e Francesco Giron (gli stessi che operarono Valentino Rossi nel giugno del 2010). Proprio Buzzi, intervistato da «La Nazione» è stato particolarmente ottimista nel prevedere un decorso abbastanza rapido, ovviamente in assenza di complicanze imprevedibili: «Nei casi meno gravi, come sembra quello di Rossi, la guarigione può avvenire in un tempo che varia dalle quattro alle sei settimane». E questa sarebbe un’ulteriore buona notizia. Nel frattempo la Fiorentina sta valutando la possibilità di intervenire di nuovo sul mercato, Ma ogni decisione è stata rimandata dopo le prossime 48 ore.