Rossi-Fiorentina ancora lontani. Il nodo si chiama diritto di riscatto

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    Astori Rossi carpiPuò andare, a patto di tornare. Queste le condizioni viola sul nodo Giuseppe Rossi dette a mezzo stampa tramite il presidente esecutivo Mario Cognigni. «Si deve capire il suo momento e se andrà a giocare altrove sarà soltanto perché pensiamo possa ritrovarsi: ed essere in futuro un valore aggiunto per la Fiorentina», ha detto in un’intervista rilasciata al Corriere Fiorentino . Mica semplice. Perché trovare una squadra in grado di pagare quel tipo di ingaggio (alto) per pochi mesi senza garanzia di poter in futuro assicurarsi il cartellino di Pepito pare ora impresa insormontabile. Interessamenti, soprattutto esteri, tanti. Affondi zero. La logica porta a pensare che, da parte dell’entourage del calciatore, si voglia lavorare su un prestito con diritto di riscatto. Per non allontanare eventuali compratori. Fiorentina e Pepito (inteso i suoi agenti) non si incontrano da prima di Natale. Sicuramente i campionati dove può finire Rossi, oltre a quello italiano, sono solo i principali. Inghilterra, Spagna, Francia o Germania. Esclusi, dopo un primo scouting, quello russo e greco. Ma il lavoro è ancora lungo. E senza il diritto di riscatto, forse senza soluzione. Intorno a questo gira il futuro di Pepito. Che nel frattempo guarda triste gli altri giocare.
    SIMILITUDINI Oggi parte il mercato, domani parte la Fiorentina. Direzione Palermo. Salvo incredibili scossoni, sull’aereo per la Sicilia ci sarà anche Pepito, che non giocherà dal primo minuto. Una situazione che logora il calciatore e forse anche chi sceglie. Ad ogni intervista, ad ogni conferenza, la domanda su Rossi è immancabile. Il valore dell’attaccante lo richiede e la risposta è sempre la stessa. «La felicità del ragazzo ci sta a cuore, ma il bene della squadra viene prima di tutto». L’impressione è che separarsi, anche temporaneamente, sia l’unica soluzione possibile.