Rossi, il giorno della verità. Mercato, via alle ultime operazioni

    0



    Infortunio Rossi Fiorentina-Livorno 05-01-2014Sono passati ventitre giorni da quel maledetto 5 gennaio, data di Fiorentina-Livorno. Una città, una squadra, un popolo intero in apprensione per il proprio Fenomeno brutalmente colpito dal difensore amaranto Rinaudo. Oggi, martedì 28 gennaio, si conosceranno con più esattezza le condizioni di Giuseppe Rossi. Del ginocchio, di Giuseppe Rossi, colpito duro al minuto 70 del derby toscano. “Lesione di 2° grado del legamento collaterale mediale del ginocchio già operato”, recitava la prima diagnosi per Pepito, poi confermata (e approfondita) dal referto del prof. Steadman: “Lesione al legamento collaterale mediale associata ad una sollecitazione del legamento crociato anteriore già precedentemente operato”. Proprio il coinvolgimento del legamento crociato ha fatto destare i primi allarmi, poi rientrati dal cauto ottimismo generato dallo sgonfiamento anticipato del ginocchio di Rossi. Era la notte del 10-11 gennaio (in Italia) quando il professor Steadman visitò (nuovamente) il ginocchio di Pepito, per poi rimandare gli accertamenti a 2-3 settimane successive. Da allora sono passati dunque 18 giorni, quindi in linea con le previsioni. Oggi, Rossi volerà ancora a Vail, in Colorado, dal prof. Steadman, con appuntamento previsto per le 14 ore locali (22 ore italiane). Un incontro dunque decisivo, per capire bene e con precisione l’esatta diagnosi relativa al ginocchio destro. E, soprattutto, per individuare e quantificare la “sollecitazione” del legamento crociato. Il nodo, infatti, è tutto qui: in base all’entità di questa sollecitazione si capiranno i tempi di recupero. Impossibile, al momento, azzardare una data per il rientro di Giuseppe Rossi: sarà Steadman, domani, a dirlo e a stilare un programma di recupero.

     

    Dall’infermeria al campo, la palla passa a Mario Gomez: piccoli progressi negli ultimi giorni, il tedesco dovrebbe tornare presto con i compagni dopo essere tornato a giostrare (in maniera leggera) sul prato verde. Ed il suo sarà un innesto fondamentale per i prossimi obiettivi viola. Intanto, per Montella, questa settimana intera di allenamenti arriva a puntino: l’Aeroplanino aveva ‘denunciato’ anche prima del Genoa una stanchezza, fisica e psicologica, della squadra, che puntualmente si è riproposta in campo contro il Grifone, al di là dei marchiani errori del signor Tommasi. Di fatto, da sabato e fino al 2 marzo, la Fiorentina scenderà in campo, senza sosta, ogni 3 giorni, per un totale di 9 partite in 29 giorni. Un vero tour de force, quindi, e adesso serve accumulare tutte le energie per poi tuffarsi in pieno in un ciclo di gare che sarà decisivo per la stagione viola in campionato, Europa League e Coppa Italia. Settimana di allenamenti che servirà anche a Matri ed Anderson per integrarsi al meglio nel gruppo viola.

     

    Da qui, infine, occhio al mercato: mancano quattro giorni alle ore 23 del 31 gennaio, data di scadenza della sessione invernale, e Pradè e Macia sono sempre vigili per piazzare gli ultimi colpi ad effetto. Montella e Andrea Della Valle sono stati chiari: arriverà ancora qualcuno, almeno un difensore. Pradè, invece, continua a smentire trattando sottotraccia. Intanto oggi il ds viola sarà a Milano: il mercato entrerà nel vivo, consci che le operazioni più urgenti sono state già fatte (Matri, Anderson e Rosati). Difficile arrivare a Dainelli per il rifiuto del Chievo di privarsi di un perno della difesa, si valuta Diakitè per adesso senza troppa convinzione. Resta viva l’ipotesi del rientro dal prestito al Cesena di Camporese. Occhio però alle sorprese: gli uomini di mercato viola sanno nascondere i veri obiettivi come nessun altro e possono ‘colpire’ da un momento all’altro. Intanto, però, ci sono da definire anche le operazioni in uscita: su Olivera ci sono Livorno e Pescara, su Vecino il Cagliari, mentre Iakovenko potrebbe essere inserito in qualche operazione di mercato. Da valutare anche le situazioni degli altri giovani, Bakic e Rebic: come ha detto Montella bisognerà capire se per la loro crescita sia meglio restare ad allenarsi in viola o andare a giocare altrove. Quattro giorni per definire il tutto: Pradè e Macia sono pronti a sorprendere ancora.