Rossi, via (anche) per il sogno Europeo. Le condizioni di ADV e Sousa per la partenza

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    Rossi Fiorentina - ChievoPepito vuole l’Europeo, anche per questo è pronto ad andare, in prestito, altrove. Così scrive Il Corriere dello Sport – Stadio. Lasciare la Fiorentina in questa seconda parte del campionato, nonostante la squadra stia vivendo un momento magico, impegnata ai vertici della classifica e in Europa, dove fra poco affronterà il Tottenham. Giuseppe Rossi vuole l’Europeo, quasi come compensazione al Mondiale che aveva solo sognato, ma per sperare di avere una chances «deve» assulutamente giocare. In viola gli spazi sono compressi, Sousa è stato tanto chiaro da apparire quasi «implacabile»: conta prima la squadra e solo dopo viene in singolo. Da quel momento Rossi ha capito che sarebbe stata durissima. E poi ci sono anche i riscontri sul campo (rari ma per il momento evidenti), Giuseppe non è ancora tornato Pepito. La decisione è stata quindi presa: via, in prestito, per trovare un club che ne abbia bisogno e che non gli centellini lo spazio. Si era capito subito, Giuseppe è per certi aspetti «trasparente». Il disagio, il malessere per il campo che restava lontano. Poi il chiarimento con la società, in primis con il presidente Andrea Della Valle. Vorrei andare a giocare, voglio provare a convincere il ct. E Della Valle gli ha risposto di sì. Certo ci sono condizioni che devono essere rispettate. Rossi resta un patrimonio aziendale: quindi via ma a un club che lo utilizzi e che…paghi il suo stipendio. Preferibilmente in un campionato che non sia quello italiano. E, prima di tutto, la Fiorentina darà il suo benestare solo dopo che a Paulo Sousa sarà stato trovato un sostituto, un giocatore che possa aiutarlo nella battaglia finale per vetta del campionato, zona Champions e per la fase finale dell’Europa League. Quindi adesso toccherà a Rogg e Pradè trovare l’uomo giusto e poi la società reputata idonea ad «ospitare» il Fenomeno.

    Non si tratta certo di una soluzione semplice, anche perchè il Della Valle non sarebbero intenzionati a dare all’eventuale club interessato nessuna opzione per gli anni a venire. Magari potrebbero partecipare al pagamento, parziale, dell’ingaggio del giocatore ma solo a condizione che il cartellino resti assolutamente nelle mani del club viola. E, ricordiamo, solo dopo che sarà stato trovato l’uomo adatto a sostituire da qui a fine anno Pepito. Un attaccante pronto subito alle esigenze di Sousa, sapendo che sulla carta dovrà comunque partire dalla panchina avendo lo spazio chiuso sicuramente da Kalinic e in parte dallo stesso Babacar.