San Pellegrino ha salutato Davide, all’altare don Carrara tifoso viola

Di Riccardo Galli - Qs-La Nazione




Come riporta il Qs-La Nazione, le maglie della sua carriera, quella del Cagliari, della Roma e della Fiorentina, oltre a quella azzurra della Nazionale. E poi una sciarpa dell’Atalanta, la squadra di Serie A dei ricordi d’infanzia, di quando, come ricordavamo gli amici di San Pellegrino Terme, a due passi da Bergamo, Davide giocava per le strade, correndo dietro a un pallone.

Un pallone pieno di sogni. Poi diventati realtà. Ieri è stata la gente del suo paese a salutare Astori. San Pellegrino si è stretta attorno alla famiglia del giocatore in silenzio e in preghiera e mentre il papà di Davide sistemava le maglie del figlio sul feretro, la chiesa era già colma di amici, conoscenti, parenti che non erano potuti correre a Firenze, ragazzi delle squadre di dilettanti della zona. Quelle stesse squadre dove il difensore aveva iniziato il sogno di calciatore.

Prima della funzione (iniziata alle 12.30 anziché alle 10.30 per permettere alla compagna Francesca di raggiungere la provincia di Bergamo) è stato recitato il rosario da un sacerdote della diocesi di Bergamo missionario originario di San Pellegrino amico di famiglia.

Alla funzione hanno partecipato il parroco di San Pellegrino, don Gianluca Brescianini il responsabile pastorale giovanile della diocesi di Bergamo don Emanuele Poletti, un sacerdote bergamasco super tifoso viola come don Matteo Carrara e altri preti anziani ex parroci di San Pellegrino e Dossena. Il parroco ha iniziato la funzione con le parole del cardinale Betori: «Dobbiamo riconsegnare Davide alla terra a noi resta il suo cuore che si è consumato per il troppo amore che ha saputo donare». Quindi l’applauso quando la bara ha lasciato la chiesa per essere accompagnata dai genitori e da Francesca al cimitero. E’ stato l’ultimo saluto al capitano.