Saponara: stima e affetto per Papà Sarri ma ora un gol per la Fiorentina

Di Giovanni Sardelli - La Gazzetta dello Sport

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Come riporta La Gazzetta dello Sport, «Riprendetemi Sapo e ci salviamo, promesso». Desiderio esaudito e nel gennaio del 2015, dopo l’esperienza al Milan, Saponara tornò ad Empoli in prestito con diritto di riscatto. In panchina sempre lui, Maurizio Sarri, che per il trequartista stravedeva. Domenica l’allievo Saponara, proverà a superare (battendolo sul campo) il maestro. Ovvero l’allenatore che in due occasioni gli ha svoltato la carriera.

Sarri arrivò ad Empoli nella stagione 2012-13 decidendo di costruire la squadra appoggiandosi sul talento di Riccardo. Che ad Empoli c’era già, faticando però ad imporsi. La stima, reciproca, nacque spontanea e si cementò gara dopo gara. Il rendimento fu altissimo, tanto da portare Saponara al Milan a suon di prestazioni e giocate. Quando nel gennaio 2015 ci fu la possibilità di riprenderlo ad Empoli, il tecnico ne fece quasi un’ossessione. «Non gioco da un po’, non sono al top» gli disse il fantasista a ritorno avvenuto. «Chi se ne frega», deve aver pensato Sarri: visto che dopo pochi giorni era già in campo. Segnò sette reti in pochi mesi (battendo anche la rosolia) e come da pronostico del tecnico l’Empoli si salvò. E dire che nella prima parte di stagione il trequartista titolare era quel Simone Verdi tanto corteggiato ultimamente dal Napoli. Ma Saponara era in cima alla lista dei desideri di Sarri e il posto da titolare divenne suo.

Il rapporto è stato, e continua ad essere, speciale. Anche se l’allenatore, raccontano gli amici di Empoli, ha sempre cercato di mantenere una certa distanza con i propri giocatori. Per non essere influenzato nelle scelte. Certo con Saponara il feeling andava oltre. «Ti fa giocare il babbo domenica?» scherzava in allenamento Valdifiori, conscio del legame fra i due. Per Sarri, Ricky era il più forte di tutti: ma pur nella stima totale c’era spazio anche per qualche reprimenda. Esempio? A fine campionato, nel maggio 2015, l’Empoli già salvo va a giocare a Verona. Vantaggio iniziale con il solito noto, Saponara, prima della rimonta. Finì 2-1 per il Verona con Sarri che voleva portare tutti in ritiro nonostante la salvezza già ottenuta (ritiro evitato grazie all’intervento del d.s. Carli). «Si è salvato solo Saponara?» chiesero i cronisti. «No, è stato il peggiore in campo. Ha giocato per sé e non per la squadra» tuonò il tecnico.

E dire che l’avventura in viola del fantasista non è ancora decollata. Qualche infortunio di troppo, condizione altalenante, tanta panchina. Dopo la scomparsa di Astori il primo sprint, con una bella serie di gare da titolare. In crescita, sicuro. Ma ancora lontano dal top. Con il Sassuolo, viste le assenze di Pezzella e Badelj, è stato per la prima volta capitano viola anche se la partita, sua e della squadra, è stata incolore. Domenica cerca il riscatto, i tre punti ed il primo gol stagionale. Davanti a chi lo stima, senza farsi contagiare da rispetto ed affetto.

Il ballottaggio è con il francese Eysseric, ma Saponara è decisamente in vantaggio. Serve una vittoria, oggettivamente contro pronostico, per credere ancora all’Europa.