Se non carichi il telefono poi si spegne. Ma qui c’è ancora da correre

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Capita che si spenga il cellulare di prima mattina se la notte non lo ricarichi. Capita che finisca la benzina se aspetti sempre il prossimo distributore. Capita che se fai un mercato come quello che ha fatto la Fiorentina a Gennaio poi la corsa ai piani altissimi possa complicarsi. E se così accade poi c’è poco da rammaricarsi con la sorte. Può anche non capitare. Perché magari sei fortunato e al prossimo benzinaio ci arrivi lo stesso, oppure chi ti doveva chiamare ti chiama a casa e non sul cellulare. Così come poteva non capitare se l’arbitraggio di Irrati fosse stato migliore, se il tiro di Ilicic va dentro, se a Zarate viene ridotta la squalifica, se, se etc etc. E per quanto sia vero che con i se e con i ma la storia non si fa, può capitare che la si faccia comunque. 

Chissà se la Fiorentina di Sousa la storia riuscirà a farla o meno. Perché in mezzo al disfattismo catastrofico che si respira in città dopo la debacle dell’Olimpico c’è un calendario che adesso sorride ai colori viola. Verona in casa, Frosinone fuori, Sampdoria in casa, Empoli fuori, Sassuolo in casa e Udinese fuori. Sei gare che all’andata portarono alla classifica gigliata 14 punti, prima della gara contro la Juventus. Nello stesso periodo la Roma avrà Udinese fuori, Inter in casa, il derby, il Bologna in casa, l’Atalanta fuori ed il Torino in casa. L’Inter avrà Roma fuori e Napoli in casa mentre il Milan avrà la Lazio e la Juventus a San Siro. Impensabile guadagnare qualcosa su tutti? E magari 4 punti anche alla Roma di Spalletti per tornare davanti? Per la Fiorentina vista all’Olimpico forse si, ma per quella vista lunedì scorso contro il Napoli assolutamente no. Di mezzo nove giorni per ricaricare definitivamente le batterie. E da qui in avanti nessun altro intralcio europeo. L’impresa è tutt’altro che impossibile.

Certo servirà anche una buona dose di fortuna. Dove per fortuna non si intendono solo i pali colpiti contro il Napoli, ma anche che Borja Valero e Vecino possano recuperare senza problemi. Perché il fattore c a volte dà a volte toglie, ma dai alla Fiorentina la rosa al completo e non affannata dal giocare 3 gare decisive in 7 giorni, poi quel che succede succede. Così come degli arbitraggi giusti. Influirà tutto. Le batterie a gennaio non sono state ricaricate, la benzina non è stata fatta, e ormai lo sappiamo, lo abbiamo detto, scritto e riscritto. Ma c’è ancora da correre. La storia può ancora essere fatta.  Firenze non ti abbattere. Che questa mazzata con la Roma non porti al finale dell’ultimo anno di Prandelli dopo il Bayern, insomma. Fare un filotto nelle prossime sei giornate potrebbe portare di nuovo riportare il sereno su Firenze.

Autore: Gianluca Bigiotti – Redazione Fiorentina.it