Sempre più MG 33. E parte il tormentone: quanti gol farà?

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Se non ci fosse stato quel maledetto collaterale mediale, quella stramaledetta zampa d’oca a complicare il recupero da un primo accidentale infortunio, chissà quanti gol avrebbe potuto mettere a segno Mario Gomez. Lui, mister 200 reti in 330 partite con le squadre di club, e 25 reti in 58 gare con la nazionale tedesca, quel vizio di gonfiare la rete altrui ce lo ha sempre avuto nel sangue.

C’eravamo lasciati con le polemiche dovute ad un suo troppo lento recupero, o meglio più che lento, secondo molti, calibrato in vista del mondiale che non voleva perdersi, ed invece lo ha perso. Da casa Fiorentina non perdono occasione per ribadire che Mario Gomez è uno molto generoso in campo, anche in allenamento. Uno che dà sempre tutto, a volte anche troppo, ed è per questo che in fin dei conti ha perso praticamente tutta la passata stagione. Il problema alla zampa d’oca, infatti, è sorto anche a causa di un suo voler rientrare subito, forte, e a tutti i costi. E lo ha pagato. A Napoli, in campionato, si è rifatto male per cercare di recuperare un pallone allungandosi. E la generosità la si continua a vedere in ogni singola partita che gioca, anche amichevole. E dopo tre mesi è già scattata, di nuovo, e da subito, la Gomez-Mania. Se mai se ne fosse andata da Firenze. In 20 mila lo acclamarono al Franchi il giorno del suo arrivo in viola, questa è Firenze. E Mario Gomez questo lo sa, lo ha capito, e lo va ripetendo in continuazione, come in conferenza a Moena quando ha speso le ennesime parole d’elogio per la città gigliata.

Generoso, e già spaventosamente in forma. Anche contro l’Estudiantes è apparso il più avanti di condizione. Corre tanto, forse anche troppo, e segna tanto, e quello non è mai troppo, soprattutto dopo un anno perso, ed un mondiale che avrebbe potuto vincere da protagonista, e che per sfortuna e per appunto troppa generosità alla fine si è perso. Partito forte, come per altro l’anno scorso, quando si divorò quel gol contro il Catania a porta vuota, vero, ma era praticamente andato a segno nel preliminare col Grasshopper (poi fu autorete) e la doppietta a Genova. Lui, abituato ai ritmi del calcio tedesco, di questi tempi è già praticamente in clima campionato con la Bundesliga che solitamente parte già i primi d’agosto.

Ed è tornato a fare ciò che meglio sa fare, buttarla dentro. Due gol al Trentino Team, due al La Fiorita e uno al Kalloni, al quale si aggiunge adesso quello all’Estudiantes, uguale per altro a quello messo a segno contro il Chievo in campionato con quel suo movimento classico che gli hanno permesso di segnare caterve di reti in tutto il mondo. Movimento e tiro improvviso, esattamente quanto accaduto con l’Estudiantes, e col Chievo, e tante altre volte in carriera. Magari andando ad evitare il contatto con il difensore, o il portiere. Lo ha fatto diverse volte anche a Moena, perché generosi si, ma a volte è meglio evitare rischi, e per uno come lui che vede la porta ad occhi chiusi, non è certo un problema.

Riparte dalle motivazioni forti Mario Gomez che al collo non avrà la medaglia del Mondiale, ma dentro ha una rabbia agonistica che la metà basterebbe a farne il capocannoniere della nostra Serie A. A Firenze c’è un popolo che ha voglia di gustarsi la sua coppia gol, un tandem tra i più forti di sempre, e non solo per quanto riguarda la maglia viola, ma la Serie A in assoluto. Intanto Gomez sale a 6 reti in 4 gare, sempre più il bomber viola. In attesa, appunto, di Pepito. E la domanda parte già: quanti gol farà Gomez in campionato?

Autore: Gianluca Bigiotti – Redazione Fiorentina.it