Senza Berna occhi puntati su Ilicic…e Marin. Gomez-Baba, prove di doppio centravanti

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Il lunedì nero post-Genova porta in dote anche la tegola legata a Bernardeschi. Fuori fino al 2015, il talentino classe ’94, con i tempi di recupero che vanno dai 2 ai 4 mesi – emergerà qualcosa di più preciso dopo l’operazione di oggi. Una Fiorentina, inciampata nuovamente a Marassi, che deve rialzarsi, che deve dare una svolta alla propria stagione. Lo ha sottolineato la società (con le parole di Pradè), ne è conscio Montella, che già da Genova aveva parlato di “dover recuperare i giocatori migliori, riportarli in condizione fisica e soprattutto mentale ideale”, segno di dover ritrovare vecchie certezze e vecchi leader. Segno, anche, che proprio dai senatori, dai vecchi dello spogliatoio deve partire quella scossa per dare un cambio di marcia alla stagione viola.

In tutto questo, starà proprio a Montella caricare, rimettere in carreggiata tutti i binari della sua Fiorentina che, in questi due mesi di stagione, non stanno andando nel modo giusto. Il rientro di Gomez, in questo senso, deve rivelarsi un’arma in più, con il tedesco (“Mai visto così bene”, secondo l’Aeroplanino) che deve riuscire ad essere valore aggiunto per una squadra con – al momento – difficoltà palesi, soprattutto nella trequarti avversaria. Il tecnico viola sta studiando il modo ideale per re-inserire Gomez, che dal canto suo freme per diventare decisivo in maglia viola. Domenica a Marassi, intanto, il tedesco è tornato a riassaggiare il terreno di gioco (difficile definire tale il ‘manto erboso’ genovese, ma tant’è…) nei 25′ finali di gara. Lo ha fatto, su disposizione di Montella, andando ad affiancare in avanti Babacar. “Sono due giocatori che si assomigliano – Babacar e Gomez – per caratteristiche, avrebbero possibilità importanti giocando insieme, anche nei confronti delle difese avversarie. Contrastare due giocatori così fisici non sarebbe facile per nessuno, ma bisogna lavorarci, ancora non si conoscono bene…”, aveva anticipato il tecnico viola in conferenza di vigilia, chiosando con “è un’idea che mi stuzzica” l’ipotesi di doppio centravanti. Vedremo se potrà essere questa una chiave anche per le prossime partite, o se sarà una variante proposta solo in occasioni particolari. Fisicità e potenza, senso del gol ma anche corsa, con Babacar che in questo avvio di stagione si è sacrificato moltissimo spostandosi su tutto il fronte d’attacco, anche da prima punta. Ad ogni modo, Babacar e Gomez, insieme in campo, erano già stati proposti nelle prime due giornate di campionato (con il senegalese anche a sinistra del tridente offensivo), segno che Montella aveva pensato già in estate ad una soluzione del genere.

Una variante tattica e di modo di giocare da tenere in considerazione, dunque, anche in virtù del lungo infortunio di Bernardeschi, che toglie dall’arco di Montella un’altra freccia importante per il reparto offensivo. L’ex capitano della Primavera viola era rimasto in panchina nelle ultime tre gare, ma si era dimostrato utilissimo nella parte precedente di stagione (in particolare prima della sosta delle Nazionali), quando aveva fatto rifiatare (e assolutamente non rimpiangere) i presunti ‘titolari’ nelle gare d’Europa ed aveva tolto letteralmente le castagne dal fuoco con l’assist a Babacar a Torino contro i granata. Senza il giovane Bernardeschi, dunque, le pressioni si spostano di conseguenza verso i ‘reduci’ del reparto offensivo. Giocatori finora poco chiamati in causa o di poco rendimento, che dovranno dare quel qualcosa in più da qui in avanti.

Gli occhi, tanto per fare il primo nome, saranno adesso puntati ancor più su Josip Ilicic, che dopo l’exploit di San Siro ed in Europa è chiamato a dare sostanza, gol ed assist al reparto avanzato. Potrà tornare in corsa anche Joaquin (ma non in Europa, visto che lo spagnolo non è in lista Uefa), accantonato spesso da Montella per motivi tattici e di condizione fisica. Soprattutto, però, adesso dovrà arrivare il momento di Marko Marin. Giocatore tatticamente da individuare, duttile, che può giocare sia esterno, sia seconda punta, sia trequartista. Dovrà essere abile Montella, nel momento delicato, a trovare subito giusta collocazione ad un giocatore che, nella sventura, può risultare importantissimo per questa squadra. Lo spezzone in Europa a Salonicco ha solo fatto riassaporare il campo ad un giocatore che era ai box da metà maggio, ma dopo due mesi e mezzo dal suo arrivo a Firenze si attendono risposte anche dall’ex Siviglia e Chelsea. Perché dicevamo sì della scossa attesa dai senatori, ma è altrettanto vero che anche gli acquisti estivi dovranno dare a breve dei risultati, visto che ad oggi in pochi (e forse nessuno) tra i nuovi arrivati possono considerarsi dei titolari.
Giocatore su cui la Fiorentina punta molto, il tedesco Marin, che da parte sua vuole rilanciarsi dopo le ultime stagioni non fortunate. Velocità, cambio di passo, dribbling, tutte doti che potranno (e dovranno) essere messe al servizio della Fiorentina. L’Europa League, giovedì, potrà già essere un trampolino di lancio: per il tedesco, infatti, è previsto ampio minutaggio (difficile in ogni caso vederlo dal 1′) contro il Paok. Per una pedina che, soprattutto senza Bernardeschi, dovrà diventare un valore aggiunto per il reparto offensivo di Vincenzo Montella.

Autore: Marco Pecorini – Redazione Fiorentina.it