Senza mago delle punizioni, cosa cambierà? Se cambierà…

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Era uno dei punti di forza della Fiorentina. Era un vanto, il fiore all’occhiello dello staff di Montella. Era, appunto. Da ieri non lo è più… O forse non lo era più da prima di ieri? Ma restiamo per il momento all’attualità. Alla cronaca. Da ieri la squadra viola è diventata orfana di Gianni Vio, il ‘Mago delle punizioni’, il preparatore delle palle inattive, colui che insegnava ai gigliati tutti i segreti per diventare pericolosi in fase offensiva, da situazione di calcio piazzato. Punizioni, corner, tutto. E per difendersi al meglio in fase difensiva. Da ieri Vio ha preso la strada di Milano, scegliendo di far parte, nella stagione 2014-15, dello staff del Milan di Pippo Inzaghi. Certo, la società non avrebbe potuto mai lasciar partire un uomo dello staff di Montella senza il suo consenso… per questo crediamo che l’Aeroplanino, serenamente in vacanza nel sud della nostra splendida Penisola, fosse a conoscenza della situazione e che abbia avallato il mancato rinnovo del contratto di Vio. Ma questa, fino a quando non ci saranno ‘voci’ ufficiali, è solo una supposizione…

Lui, Gianni Vio, per il momento preferisce non commentare il suo passaggio dalla Fiorentina al Milan. Con nessun tipo di parola o frase. Col tempo, magari, verremo a conoscenza dei motivi che hanno spinto il ‘Mago delle punizioni’ ad accettare la proposta del club di via Turati. E che hanno spinto la Fiorentina a fare a meno dello stratega dei calci piazzati. Di certo, qualcosa cambierà (oppure no?)… non ci sarà più un insegnante che svelerà i segreti del ‘mestiere’ ai cecchini viola. Ma l’augurio è che la squadra abbia ormai assimilato le istruzioni di Vio, che nonostante la sua assenza non sia meno abile ad andare in gol da situazioni di palla inattiva… e che magari migliori lo score negativo dei gol subiti da calcio piazzato (quest’anno, forse, qualcuno di troppo…). Anche se…

Anche se… rimanendo ai gol fatti da situazioni di palle inattive, ci si accorge che la differenza tra il primo ed il secondo anno viola (2012-13 e 2013-14) è notevole. E che le reti messe a segno nel campionato scorso sono state decisamente meno rispetto a quelle segnate al primo anno di insegnamenti targati Vio. Sono i numeri a dirlo: nel 2012-13 la Fiorentina è andata a segno ben 20 volte grazie agli schemi e ai segreti del ‘Mago delle punizioni’ (e anche all’abilità degli uomini che hanno segnato su calcio di punizione diretto: Aquilani contro l’Atalanta, Pasqual contro il Chievo, Ljajic contro Lazio e Torino), mentre nel campionato da poco concluso, è successo 7 volte (compresi le tre punizioni trasformate da Vargas contro il Milan, Ilicic contro l’Atalanta e Mati Fernandez contro il Parma). Che significa questo? Che l’utilità di un preparatore come Vio, in quest’ultima stagione, è stata pressoché inavvertibile rispetto all’anno prima…

Che l’effetto dello ‘stratega’ sulle squadre con le quali collabora duri un solo anno? Che la magia, passata la prima stagione, svanisca? Che sia proprio questo il motivo per il quale da ieri (o già da tempo?) non è più il fiore all’occhiello dello staff di Montella? Chi vivrà vedrà, si usa dire in questi casi. Quel che è certo è che la Fiorentina ed i suoi uomini, negli ultimi due anni, hanno avuto modo di lavorare con un preparatore molto stimato in Italia e all’estero che, di certo, avrà lasciato in eredità segreti del mestiere ed esperienza. Poi, che c’entra… i piedi vellutati, il tempismo e l’intelligenza… quelle sono caratteristiche che devono avere in dote i protagonisti della domenica. Quelli che scendono in campo. Perché quelle o ce l’hai o non ce l’hai. Vio o non Vio. Stratega o non stratega…

Autore: Michela Lanza – Redazione Fiorentina.it