Senza soste verso la Juve. Tanti infortuni, ma che Gruppo…

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Di partita in partita, senza conoscere soste. Continua la marcia (da imbattuta, dodici risultati utili consecutivi) della Fiorentina, fresca di vittoria ‘eroica‘ a Milano con tanto di accoglienza festosa dei tifosi viola alla stazione di Campo di Marte. Iniezione di fiducia che alimenta la convinzione di un gruppo sempre più coeso, concentrato e concreto. Ma, per citare Montella, ‘purtroppo non c’è tempo per esultare’, e dunque testa che vola già allo Juventus Stadium. I bianconeri, ieri sera, si sono fatti rimontare sull’1-1 dalla Roma (ridotta in dieci nell’ultima mezz’ora), fallendo la chance di chiudere definitivamente i conti per il campionato. Un pareggio che permette intanto ai viola di vedere più vicino il secondo posto, ora distante 7 punti (potenzialmente 4 se il Parma dovesse fallire nelle prossime settimane).
Nel frattempo, la sfida contro la squadra di Allegri è di quelle che accende i cuori di tifosi ma non solo. Tutto l’ambiente viola ha ormai ben capito l’importanza degli incroci contro i bianconeri, ciò che la sfida ai rivali di sempre significa per la piazza fiorentina. Per di più, c’è voglia di vendicare, nella doppia sfida, l’eliminazione beffarda di un anno fa in Europa League.
E allora, mettere subito da parte l’entusiasmo per la doppia impresa nel giro di quattro giorni, e concentrarsi fissi verso il nuovo obiettivo chiamato Juve.
Del resto, il calendario non concede distrazioni, e mette i viola subito di fronte a nuove sfide. Anzi, super sfide. Forse meglio così, viene spesso detto dagli allenatori: quando si giocano gare di prima fascia, le partite si preparano quasi ‘da sole’, almeno a livello di concentrazione e stimoli. “Tante partite di altissimo livello, una dietro l’altra. Per noi è un vanto e una responsabilità, ce le giocheremo tutte al massimo”, ha detto Montella sul ciclo ferro in corso di svolgimento.
Dall’altra parte, però, c’è una cattiva sorte che colpisce ancora i colori viola nel momento più delicato. Ben nove gli infortunati, ad oggi, dopo la trasferta milanese che ha fatto tornare claudicanti a Firenze Babacar, Savic e Tomovic, oltre ad un Aquilani sempre sofferente al tendine d’Achille (oltre ai citati, anche Tatarusanu, Mati Fernandez, Borja Valero e Basanta, in aggiunta a Bernardeschi e Rossi). Ed i tanti impegni ravvicinati non aiutano, visto che di tempo a disposizione per poter recuperare al meglio ce n’è ben poco. Tanto che lo stesso numero 10 viola ha dovuto anticipare i tempi del rientro, rischiando qualcosa. E con Basanta e uno tra Mati Fernandez e Borja Valero che potrebbero essere chiamati a stringere i denti già giovedì sera contro la Juve.

Infortuni e problemi fisici che, in ogni caso, hanno contribuito a rendere epica la trasferta nella Milano nerazzurra. E qui arriviamo alla forza del gruppo, alla capacità di saper soffrire tutti insieme alla ricerca del risultato. Anche – e soprattutto – in (doppia) inferiorità numerica. Il Vargas improvvisato centrale difensivo, Joaquin terzino destro, Ilicic mediano.
E poi Pasqual, Aquilani e gli altri. Compreso Neto. Con Montella che può finalmente contare su un’intera rosa da poter gestire nei vari impegni ravvicinati. Tanto che Badelj e Kurtic, tra i più criticati fino a qualche settimana fa, ora risultano pedine utilissime nel momento più importante della stagione. E pure Ilicic, che da quasi separato in casa ha saputo ritagliarsi nuovo spazio all’interno degli schemi di Montella. Tutti gli ingranaggi, insomma, sembrano girare dalla solita parte. “Se una squadra così forte tecnicamente, riesce anche a sacrificarsi l’uno per l’altro come stiamo facendo noi… per gli avversari si fa dura”, ha dichiarato Diamanti domenica sera. “Abbiamo imparato a soffrire tutti insieme”, la chiosa di capitan Pasqual. Parole che racchiudono alla perfezione la mentalità del gruppo viola.
Maturità, voglia di sacrificio, convinzione nei propri mezzi ma anche capacità di sapersi adattare alle situazioni e all’avversario. Tutte qualità che andranno messe in campo giovedì sera, contro una Juve che fa, oltre della tecnica, proprio della forza e della verve agonistica la propria indole (lo stesso Montella ha citato proprio i bianconeri, domenica sera, come esempio di messa in pratica di queste caratteristiche).

Un nuovo appuntamento cruciale, una nuova sfida (quasi) da dentro o fuori. In palio un pezzo di pass per la finale di Coppa Italia, obiettivo concreto per il secondo anno di fila. Il calendario non dà tregua ai viola.
Prossima fermata: Juventus Stadium.

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it