Serie A, ‘La crisi degli specialisti’: solo Biraghi e altri due a segno su punizione

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Appena 3 gol su punizione nelle prime 10 giornate: mai così pochi. Il terzino viola tra i pochissimi a segno da piazzato.

Su La Gazzetta dello Sport spazio alla ‘crisi degli specialisti’ su punizione. Nel campionato di Maradona e Platini, nei templi di Pirlo, Baggio e Mihajlovic, i tiratori scelti hanno smarrito le frecce nella faretra in cui conservavano questa parte del proprio talento. Lasciando in pasto alle statistiche appena tre emozioni da punizione diretta: da Barella in Atalanta-Cagliari al sinistro con cui Biraghi ha sorpreso Gollini, sempre contro i bergamaschi. Nel mezzo la botta di Kolarov, al minuto 71, alla quale la Roma deve il vantaggio nel derby del 30 settembre. A parte il serbo, non esattamente i volti a cui siamo soliti associare prodezze di questo tipo.

PRIMA VOLTA. Estendendo il dato alle ultime 15 stagioni non era mai accaduto che alla decima giornata del nostro campionato i gol su punizione fossero così in minoranza. La carestia di colpi da piazzato ha addirittura battuto il record negativo della stagione 2010-11, quando in Serie A erano stati trasformati appena 4 tiri da fermo nello stesso arco temporale. La media? Totalmente diversa e più votata allo spettacolo: quasi 9 realizzazioni nelle prime dieci gare, per un totale di 33 piazzati all’anno. Per intenderci: dovessimo continuare in questo modo, a fine stagione si potrebbero vedere poco più di 10 trasformazioni nel complesso, lontanissime dalle 43 finali dell’annata 2013-14.

A SECCO. A secco gli specialisti Pjanic (recordman in A tra i giocatori ancora in attività con 15 gol), Dybala (a quota 9), Calhanoglu, Insigne, Ilicic. Che dell’arte dei piazzati sono spesso coautori e che quest’anno fanno fatica a trovare margini di gloria dalla media distanza. Cercasi soprattutto Cristiano Ronaldo: 60 gol in totale dalle più varie mattonelle.