‘Servirebbe un umore diverso’. Mercato, da oggi volata finale tra Kalinic e Alonso

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    Fiorentina-Chievo Verona 28-08-2016SE la Fiorentina fosse un emoticon, avrebbe lo sguardo perplesso e i denti serrati. Non gradevolissimo, come aspetto. Il mercato ha condizionato l’umore della gente viola, arrivata a tre giorni dalla fine delle trattative con poche novità. Partiamo da un dato di fondo: come ha più volte sottolineato Corvino, c’era da sfoltire una rosa con troppe pianticelle in sofferenza (bruciate no, ma quasi) che andavano a ingrossare un monte ingaggi fuori controllo. Si parla di circa 70 milioni, insostenibile per la Fiorentina. Di pari passo lo sbilancio veleggiava sui quaranta milioni (qualche spiccolo meno), il che ha costretto la dirigenza a tenere un profilo basso. Che non sarebbero arrivati grossi nomi è stato ripetuto in più di un’occasione, se è per questo fino a metà agosto si sono avute rassicurazioni sull’incedibilità di Rossi. Visto com’è andata, giova ricordare che il mercato è fatto di dichiarazioni ufficiali con data di scadenza immediata. Non sono i dirigenti inaffidabili, è lo stesso mercato (volatile, dicono gli esperti di economia) a far cambiare spesso rotta.

    LA FILOSFIA è stata questa: portare a Sousa delle alternative affidabili e tenere i migliori, nella speranza di ripetere il girone di andata della scorsa stagione. La prima parte della mission (oggi siamo per i termini stranieri, l’avrete capito) è stata portata a termine, ma da stamattina può succedere di tutto. La Fiorentina aspetta una chiamata da De Laurentiis per Kalinic ed è pronta ad ascoltare l’offerta. Ricordiamo che è il Napolli in difficoltà (ma col portafogli gonfio) perchè Gabbiadini vuole andarsense e non c’è il sostituto di Higuain. Questo dovrebbe far lievitare il prezzo dell’attaccante viola. Portare a Firenze Pavoletti, ad esempio, non sarebbe affatto male. Una faccia nuova, possibilmente sorridente, aiuterebbe tanto. Sulla cessione di Alonso (contratto rinnovato molti mesi fa a 1,8 milioni a stagione) c’è stato il no immediato di Sousa. Ma 20 milioni farebbero comodo per cambiare l’emoticon della squadra in un sorriso.