Si chiude qui il ciclo Montella. Firenze si divide. E il futuro?

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La vicenda si è conclusa in maniera dura, durissima. Il comunicato della Fiorentina, in cui si annuncia l’esonero di Vincenzo Montella, non dà spazio a mezze interpretazioni. “E’ venuto meno il rapporto fiduciario necessario per la prosecuzione di qualunque rapporto e siamo pertanto costretti – per il bene della società – ad esonerare Vincenzo Montella”. Nessun ringraziamento al lavoro svolto in tre anni dall’allenatore, ma solo parole di delusione con macchie di astio verso il tecnico campano. Tutto ruota – a detta della società – attorno alla clausola rescissoria: “La Fiorentina ha valutato il comportamento ultimamente tenuto dal proprio allenatore Vincenzo Montella come la precisa volontà di liberarsi da un contratto legittimamente firmato meno di due anni fa perché contenente una clausola che l’allenatore non ritiene più nel suo interesse, ma che a suo tempo aveva concordato”. Se sarà solo un problema di clausola, e quindi di richieste economiche da parte di Montella, sarà il tempo a dirlo, magari con (anche) la versione della controparte (l’Aeroplanino). Ma intanto lo strappo è fatto, per la Fiorentina si chiude qui il ciclo Montella. Assolutamente non in maniera serena.

Tre quarti posti di fila, una semifinale di Europa League, una semifinale ed una finale di coppa Italia. Questo il bilancio del triennio Montella, durante il quale “forse si sono raggiunti gli obiettivi prima del previsto”, come disse il tecnico qualche settimana fa. La sensazione negli ultimi giorni era che il tutto si potesse ricucire, per il bene di entrambe le parti (per Montella si sono chiuse le porte di molte panchine, per la Fiorentina l’Aeroplanino rappresentava comunque la prima scelta, senz’altro la più sicura). Invece il duro comunicato viola sancisce la fine di un ciclo. Una decisione meditata, quella della Fiorentina, visto che sono passati 9 giorni dal 30 maggio, data dell’incontro tra la proprietà e Montella (faccia a faccia) al centro sportivo. Più di una settimana in cui è successo tutto e il contrario di tutto: dalla decisione che sarebbe dovuta arrivare all’indomani del match con il Chievo, alla dead-line che si spostava di giorno in giorno, passando per il botta e risposta a suon di comunicati di giovedì scorso. E poi le telefonate tra le parti degli ultimi giorni, con i tentativi (vani) di ricucire i rapporti. Ormai evidentemente logori. Ma le modalità (e tempistiche) comunicative, da entrambe le parti, sono parse in queste settimane quanto meno controverse e non lineari, né del tutto chiare.

E intanto Firenze si divide. Anzi, continua a dividersi. Ma con unico denominatore: la vicenda ha stufato tutti, in città. Tra chi stava con Montella (tanti, visti i messaggi sul nostro sito ma anche sui social network, con l’hashtag #iostoconmontella che in breve tempo ha preso campo, ed i diversi tweet sul profilo del figlio dell’Aeroplanino) e chi stava con i Della Valle, se fino a qualche settimana fa l’aria pareva più distesa, tutto l’intrecciarsi di eventi contrastanti degli ultimi giorni ha fatto riemergere un clima particolare. Teso. Tutt’altro che sereno. Un clima già visto, con il rapporto tra Fiorentina e tifoseria che ne è uscito quanto meno incrinato.

E il futuro? Tra chi teme un nuovo ‘post-Prandelli’, e chi invece spera che la lezione di allora sia imparata, nonostante il caos di questi giorni. Che la società possa essere matura per ricucire il rapporto anche con la piazza, rilanciando con chiarezza il progetto. Similitudini ma anche differenze tra la situazione attuale e quella di cinque anni fa. La società si sta ampliando, è iniziata una ristrutturazione capillare sul mercato ed in chiave aziendale/amministrativa (giovedì un importante cda che ratificherà nuovi ingressi societari).
L’indicazione sulla direzione del progetto arriverà in primo luogo dal nome del nuovo tecnico.

Già, altro punto pendente, altra urgenza da chiudere al più presto. Non che la Fiorentina – fanno sapere – sia rimasta immobile in questi giorni, conscia che l’esonero di Montella fosse già tra le ipotesi da giorni. E allora il profilo di Paulo Sousa resta in pole position, con forti possibilità di arrivo a Firenze: vorrebbe dire concentrarsi molto sul palcoscenico continentale, con un allenatore dal carattere europeo. Ma i tifosi, al momento, sembrano molto scettici. E non certo entusiasti dell’ipotesi (e di questi tempi, ricominciare con un allenatore mal voluto dalla piazza potrebbe non essere un gran segnale). Sullo sfondo c’è poi Giampiero Ventura, in rottura con Cairo e con il Torino. Prendere ‘mister libidine’ per ripartire dai giovani, con un progetto più di stampo nazionale e a medio termine (puntare su giocatori di prospettiva ed italiani, per inaugurare un nuovo ciclo). Così come Roberto Donadoni, reduce dalla strana annata a Parma. Mentre nel registrare il parere dei tifosi, pare evidente che la ‘richiesta’ (ed il sogno) per ripartire (e rilanciare) sia una sola… e risponde al nome di Luciano Spalletti. Uno che sarebbe sinonimo di garanzia tecnica. Profilo che, però, pare lontanissimo dalla panchina viola, e non preso in considerazione dalla società per il post-Montella.

Resta, in conclusione, l’amaro per una vicenda che ha stancato tutti. Per modi e tempi. Nessuno ne esce in fondo, al momento, vincitore. Il futuro è tutto da scrivere (ed anche un mezzo rebus). Anche perché, quasi in fretta e furia, c’è (almeno) mezza squadra da ricostruire.

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it