Si riparte, infrangere il tabù gennaio per la CL. Attesa Gomez, sul mercato…

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    Mario GomezArchiviata la pausa del campionato e la settimana abbondante di riposo concessa da Vincenzo Montella la Fiorentina è pronta a tornare al lavoro. Lo farà da oggi agli ordini dello stesso Aeroplanino, che dirigerà l’ultima giornata di allenamenti del 2013. Un ritrovo importante, al centro sportivo, per cominciare a pensare concretamente alla gara con il Livorno. Un derby, in realtà non troppo sentito come tale in casa gigliata, che rappresenta comunque uno snodo importante per la stagione viola. C’è da infrangere, infatti, il tabù rappresentato dalle gare di gennaio, con Montella che in carriera, da allenatore, non ha mai vinto nelle 8 partite giocate nel primo mese dell’anno: 6 sconfitte e 2 pareggi. Un anno fa la Fiorentina, in piena lotta per la Champions, perse a gennaio 6 punti dalla Lazio, 9 punti dal Napoli (biancocelesti e partenopei erano appaiati al secondo posto a +1 dai viola prima della 19.ma giornata) e 9 punti rispetto al Milan, terzo a fine campionato che scavalcò i gigliati proprio all’ultima gara di gennaio. C’è, inoltre, da allontanare uno spauracchio che aleggia sui ragazzi di Montella da un anno esatto, visto che i pensieri e gli amari ricordi del pomeriggio con il Pescara della Befana passata sono ancora nella mente di molti. Quest’anno sono assolutamente da evitare errori e cali di concentrazione, anche se il 6 gennaio 2013 ci mise molto del suo anche la sfortuna, con un Perin insuperabile di fronte alle 27 conclusioni viola verso la porta abruzzese. Un mese di gennaio, quello che si appresta a vivere la squadra di Montella, che potrebbe vedere i viola in campo per 6 volte in 20 giorni: il 5 gennaio in casa con il Livorno, l’8 gennaio la sfida di Coppa Italia con il Chievo ancora al Franchi, domenica 12 gennaio il lunch match a Torino con i granata per l’ultima gara di andata; il 19 gennaio, poi, la prima di ritorno a Catania, mentre il 23/01, in caso di vittoria contro il Chievo, ci sarebbe la gara dei quarti di Coppa Italia contro una tra Catania e Siena (in trasferta); il 26 gennaio, infine, la sfida con il Genoa in casa. Un mini tour de force, dunque, per la Fiorentina, subito alla ripresa del campionato e nel mese storicamente più difficile. Tutte gare abbordabili, sicuramente, ma 12 punti di campionato più due potenziali impegni di Coppa Italia sono da non fallire per una squadra che vuole puntare alla zona Champions in Serie A e ad alzare un trofeo come la coppa nazionale. Niente sarà dato al caso, quindi, e da oggi subito concentrazione sul primo avversario chiamato Livorno, nonostante la ripresa labronica sia già iniziata dal 27 dicembre, ovvero quattro giorni prima di quella viola.

     

    Al centro sportivo, oggi, sarà una giornata importante anche per Mario Gomez: il tedesco freme dalla voglia di rientrare in gruppo, già ieri ha svolto i primi esami a Firenze e oggi potrebbe avere risposte decisive per l’infiammazione alla zampa d’oca che, finora, ne ha limitato la corsa fluida e la possibilità di svolgere esercizi completi con il pallone. Il rientro è vicino, il Panzer è ormai fuori dallo scontro con Agazzi del lontano 15 settembre ma una cosa è chiara: finché il tedesco non starà bene e non sentirà più dolore, niente lavoro con il gruppo. Al momento del rientro a pieno carico, poi, Gomez dovrà lavorare un paio di settimane per ritrovare la giusta forma, come specificato anche da Montella qualche tempo fa. Oggi potrebbe avere risposte più precise, anche se è al momento utopia immaginare il numero 33 viola anche solo convocato per il Livorno. Prima l’ok dei medici, poi l’ultima tabella di marcia per il rientro completo. Quel che è certo, comunque, è che la Fiorentina e lo stesso Montella hanno assoluto bisogno del proprio bomber, nonostante un Rossi che in questi quattro mesi si è accollato in pieno il peso dell’attacco gigliato con risultati e numeri stupefacenti. Nessuno in Italia potrà permettersi dal mercato un innesto come quello di Mario Gomez: basta questo concetto per capire come i viola, oggi a -3 dalla zona Champions, possano essere più che mai competitivi nella seconda parte di stagione.

     

    Proprio sul mercato, però, la dirigenza cercherà di fare qualcosa per consegnare a Montella una rosa ancora più all’altezza. Sui tre fronti, con l’inizio del 2014, si entra nel vivo: lotta Champions in campionato, gare da dentro o fuori in Coppa Italia ed i sedicesimi di Europa League al via da febbraio per una competizione che, dalla seconda fase in poi, assume tutto un altro livello rispetto alla fase a gironi. Assestato il primo tassello in uscita (Alonso), si cercherà di piazzare Iakovenko e Olivera, oltre a trovare una giusta via per la maturazione dei vari giovani, Wolski, Rebic, Vecino e Bakic: per loro il prestito in Italia oppure l’apprendimento sotto l’ala dei vari Rossi, Borja Valero & co.. Come al solito, poi, si valutano le occasioni, con Roncaglia che, sempre in uscita, potrebbe far incassare un tesoretto importante per poter poi intervenire con operazioni mirate in entrata: l’argentino non gioca in campionato da fine ottobre, e in caso di offerta concreta ed importante potrebbe lasciare Firenze. In definitiva, non è considerato incedibile da Montella, e se arrivasse una proposta da 6/7 milioni di euro sul tavolo viola difficilmente la Fiorentina direbbe di no. Tesoretto che potrebbe essere alimentato dall’entrata prevista da Romulo, che il Verona vuole riscattare (per la metà, come da accordo) prima di giugno per la cifra di 2 milioni di euro. Difficile inserire adesso nella trattativa Jorginho, visto che il brasiliano è ancora in crescita e che i dirigenti dell’Hellas, oltre a Mandorlini, vogliono aspettare giugno ed una possibile asta europea per lasciar partire il ragazzo. La Fiorentina farà un tentativo per anticipare tutto a gennaio, ma non sarà facile. In ogni caso, da Romulo, Iakovenko, Olivera ed, eventualmente, Roncaglia arriverebbero entrate importanti a livello di budget e di ingaggio risparmiato (circa 1.7 milioni netti) da reinvestire sul mercato invernale. Diverse le idee per Pradè e Macia, concentrate soprattutto a centrocampo – reparto che Montella vuole rimpolpare già dalla scorsa estate, adesso a maggior ragione vista la situazione di Pizarro ed il calo di rendimento di Aquilani – e in difesa. In avanti, infatti, si punta tutto su Gomez e su Ilicic, i veri pezzi da novanta per la seconda parte di stagione viola. Semmai, qualcosa potrà essere fatto in caso di partenza in prestito di Rebic, magari prendendo un giocatore con caratteristiche diverse. A centrocampo e in difesa, invece, tanti i nomi e le ipotesi valutate, con il duo di mercato viola che come al solito lavora anche molto sotto traccia per piazzare colpi ad effetto. Fermo restando che, in presenza di vere occasioni per giocatori ‘da salto di qualità’, la Fiorentina non si tirerà indietro essendo disposta anche ad un anticipo di cassa. Non dimentichiamoci che, un anno fa, arrivò a Firenze di questi tempi un certo Giuseppe Rossi…