Simeone-Chiesa la coppia gol ma tutti aspettano Pjaca. Dall’inizio col Napoli

di Matteo Dovellini - La Repubblica Firenze

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Strategico per completare il tridente perseguito da Pioli, il croato si allena per la sfida al San Paolo

Sessantasei anni in tre, ventidue di media e un mix di talento, fantasia e tecnica che messi insieme può diventare esplosivo. Almeno sulla carta. Stefano Pioli ci ha lavorato per tutta l’estate insieme alla dirigenza.

Nel suo 4- 3- 3 ideale mancava una casella da completare al meglio: quella del laterale offensivo. Una casella rimasta vuota per settimane intere, mentre le voci si intensificavano, le smentite fioccavano e l’affare quasi sfumava dopo un lungo braccio di ferro tra la Fiorentina e la Juventus. Perché l’arrivo di Marko Pjaca è stato il vero tormentone della calda sessione di calciomercato.

Potenziale che non si discute e un fisico da maneggiare con cura, per il croato reduce dal sogno mondiale con la sua nazionale sfumato sul più bello. Nella gara d’esordio col Chievo, Pjaca ha giocato soltanto 15’ nel finale. Pochi, certo. Ma comunque un primo assaggio della sua avventura in viola in attesa che la condizione possa raggiungere il top dopo qualche acciacco delle scorse settimane (così come per Mirallas).

ANCORA DALLA PANCHINA. Se contro l’Udinese dovesse toccare ancora a Eysseric affiancare Chiesa e Simeone in attacco, ecco che la sosta potrebbe garantire al croato di sfruttare al meglio ogni singolo giorno per farsi trovare pronto alla ripresa del campionato. Ovvero quando la Fiorentina sfiderà il 16 settembre niente meno che il Napoli, al San Paolo. Pjaca comunque continua ad allenarsi con intensità e grande decisione.

La stessa che ha tenuto per tutto il mercato, rifiutando altre alternative e mantenendo la parola data alla dirigenza viola che lo seguiva da tempo. Insieme ai due figli d’arte, entrambi a segno col Chievo, presto ci sarà spazio anche per lui. Non chiamateli ragazzini, però. Perché ognuno di loro ha già un’esperienza da far invidia ad altri colleghi.

Pjaca è in cerca di riscatto dopo l’infortunio di marzo 2017 ( con la nazionale) e la parentesi allo Schalke non certo entusiasmante. La Juventus si è tenuta l’ultima parola su di lui, col diritto di ricompra che dimostra quanto sia disposta ad attendere per quel talento pagato due stagioni fa 23 milioni di euro.

LE BOCCHE DI FUOCO. Simeone poi è già partito col piede giusto. Assist per Benassi, rete nel finale di fronte a suo padre Diego e la convocazione dell’Argentina che ha reso l’inizio della stagione davvero magico per lui. Corteggiato a lungo proprio dall’Atletico Madrid del padre, adesso il Cholito dovrà crescere nei movimenti e diventare sempre più cinico sotto porta. Per questo sarà fondamentale il lavoro di Pjaca e di Chiesa, ai suoi fianchi.

Meno corsa e sbattimento per l’argentino, più fantasia e libertà di inventare per i due esterni. L’obiettivo è quello di superare quota 14 gol (le reti messe a segno la passata stagione) e trovare sempre più intesa con Chiesa. I due già col Chievo si sono cercati spesso. La loro affinità sarà cruciale per far diventare il tridente davvero offensivo.