Sogni infranti… Ma se la Fiorentina non vince dal 2001, qual è il problema?

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È (quasi) finito il sogno viola. Dopo tante belle parole e tante belle speranze, la Fiorentina si è fermata a Siviglia dicendo ‘addio’ alla finale di Europa League con sette giorni di anticipo. E lo ha fatto subendo un netto e incredibile 3-0. L’obiettivo era quello di segnare un gol e di provare a portare a casa un risultato che ci permettesse di giocarcela al ‘Franchi’. Giovedì prossimo. Invece, niente. La squadra di Montella, dopo un buon primo tempo, dove ha, sì, subito il gol di Vidal, ma anche creato quattro occasioni da gol nette fallendole in maniera clamorosa, nella ripresa ha inconsapevolmente alzato bandiera bianca. Dimostrando di non essere ancora pronta per affrontare sfide di questo livello. Contro le prime della classe. Perché di prima della classe si sta parlando, quando si menziona il Siviglia… (la detentrice dell’Europa League).

 

La rete del 2-0 (sempre di Vidal) ha spento i viola. Li ha mandati in tilt. È come se avesse spento un interruttore, che ha annullato tutte le velleità di rimonta della squadra gigliata. Dopo il 2-0, la Fiorentina si è sgonfiata, dimostrando di essere stanca. Quasi sulle gambe. Poco lucida e, per questo, disordinata. Ma ancora di più, senza mordente. Un mordente che doveva esserci a prescindere. Doveva servire per provare a segnare quel gol che avrebbe lasciato acceso un lumicino di speranza in vista del match di ritorno, nonostante tutto. Invece, c’è stato il blackout. Niente reazione. Niente carattere. Si andava in avanti solo con la forza di volontà, ma con poca precisione. Così, non solo la squadra non è riuscita a segnare la ‘rete della speranza’, ma è riuscita nell’‘impresa’ di subire il terzo gol.

 

Cos’è successo? Dare una risposta a questa domanda è la cosa più facile del momento: la Fiorentina non ha una rosa adeguata per poter competere su tre fronti. Non ha quegli uomini che, arrivati a disputare certe partite, fanno la differenza in zona gol. Non è cinica sotto porta in fase offensiva, ed è troppo ballerina in fase difensiva. Commette una quantità smisurata di errori: in attacco, a centrocampo e in difesa. E soffre troppo determinati momenti della gara. Mancandole tutto ciò, è diventato fin troppo semplice il compito del Siviglia, che si è limitato ad affondare nel burro quelle tre-quattro volte che gli hanno permesso di mettere ko Fiorentina e i suoi sogni europei.

 

Adesso che anche il terzo obiettivo della stagione è (quasi) sfumato, adesso che anche il viaggio per Varsavia sta per essere annullato (chi parla ancora di piccola speranza è un sognatore), non resta che salvare il salvabile in campionato. Cercando di fare più punti possibili. Ma quel che sembra certo è che, a prescindere da chi rimarrà o se ne andrà la prossima stagione (perché ora inizieranno i bilanci e i processi…), serve intervenire pesantemente sul mercato, per poter mettere l’allenatore (qualunque sarà) di lavorare nella  miglior condizione possibile nella prossima stagione. Non si possono più aspettare certi campioni. Né i loro gol. Serve passare in vantaggio quando si ha la possibilità di farlo. Non aspettare una, due, tre, quattro palle gol. Per poi non realizzarne neanche una. Perché quando arrivi ad una semifinale di Europa League,il tuo avversario può farteli pagare certi errori.  

 

E la Fiorentina li ha pagati. Tutti. Senza sconti. Sono anni che paga i propri errori (in Italia e in Europa). Perché, chi ha memoria lo sa: la Fiorentina non vince un trofeo dal 2001. Evidentemente il problema è radicato e permanente. Una domanda nasce spontanea: perché negli ultimi 14 anni, la Fiorentina non ha vinto niente? Perché i suoi, sono tutti sogni infranti? 

 

Autore: Michela Lanza – Redazione Fiorentina.it