Soli contro tutti per due mesi. Aggrappati alla voglia di rivincita ed a…Zarate

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Il trampolino di lancio, per sfruttare al massimo gli ultimi due mesi (e spiccioli) della stagione, deve essere la voglia di rivincita e l’entusiasmo che hanno ancora intatto i giocatori della Fiorentina. E’ vero, un calo mentale e fisico c’è stato ed era inevitabile, con la rosa così corta in determinate zone del campo. Le tre partite contro Tottenham, Napoli e Roma hanno raccontato di una Fiorentina in difficoltà contro la fisicità e la velocità degli attaccanti di Tottenham e Roma, mentre ha tirato fuori le sue qualità contro un Napoli che, come lei, non viveva un momento di forma esaltante. Dare tutto per perso, adesso, non ha alcun senso. I motivi li abbiamo ripetuti fino allo sfinimento, in primis c’è un calendario favorevole assolutamente da sfruttare. E da sfruttare, come dicevamo, c’è anche la voglia di rivincita di chi si è sentito penalizzato da un sistema che non ha minimamente tutelato la Fiorentina. Niente alibi, ci mancherebbe, ma nel gruppo viola non hanno gradito il fatto di giocare contro la Roma con due giorni in meno di riposo sulle gambe. Per tutelare chi gioca in Champions League, la Lega penalizza chi disputa l’Europa League. E questo è un aspetto da tenere in grande considerazione per il futuro, se si vuole che le squadre italiane facciano strada anche nella seconda competizione internazionale. Oltre a questo, c’è stato il caso Zarate, nel quale la Fiorentina si aspettava la riduzione di una giornata di squalifica. Magari non sarebbe cambiato niente. O magari si. Impossibile saperlo, ma è chiaro che se avesse potuto scegliere, Sousa avrebbe sicuramente mandato in campo l’argentino contro la Roma. Il caso Perisic-Cuadrado non ha fatto altro che alimentare la rabbia viola.

 

Il gruppo si è sentito un po’ preso di mira. Come se la presenza in cima alla classifica desse fastidio a qualcuno. D’altro canto Sousa lo ha sempre, coraggiosamente, lasciato intendere, fin da quanto si è mostrato particolarmente infastidito per i tre controlli antidoping in una settimana. Dettagli, che forse alla fine di un campionato fanno la differenza. “Vuol dire che ci danno attenzione, siamo diventati importanti”, sogghignò il portoghese. Ed è da lì che è cominciata la logica del ‘fortino’ di Mourinhana memoria. Del noi contro tutti e del ‘rumore dei nemici’. Risultati e soddisfazioni alterne, ma la strada è ancora questa. Fiorentina contro tutti, per provare a ribaltare un destino che sembra avverso in questa fase della stagione.

 

L’altra grande spinta deve darla Mauro Zarate. Proprio lui, al centro del contendere sulla squalifica di tre giornate, adesso è abile e arruolabile. E adesso deve suonare la carica. In allenamento, martedì, è sembrato davvero in condizioni strepitose. Sousa sta pensando di farlo giocare dal primo minuto contro il Verona, anche se molti hanno la sensazione che possa essere sempre decisivo e determinante quando entra a gara in corso. Quello poco conta. Adesso occorre stringere i denti due mesi ed inseguire un sogno. Vittoria dopo vittoria. E se la Fiorentina vincerà tutte le partite alla sua portata, per gli altri la vita sarà dura. La Champions se la dovranno sudare.

Autore: Alessandro Latini (@LatoAle) – Fiorentina.it