Sousa abbraccia Tino. Riscatto e contratto, ecco i dettagli

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    Sousa Palermo DOMENICA SERA il lampo di mercato: Tino Costa (Genoa) è a un passo dalla Fiorentina. Ma per gli addetti ai lavori, l’operazione non sarebbe stata il frutto di una mossa a sorpresa, magari studiata lì per lì dopo il ko con la Lazio, bensì la conclusione di almeno un paio di settimane di trattative.

    TRATTATIVE a tre, visto che è vero che Tino Costa arriva a Firenze dal Genoa, ma il suo cartellino è di proprietà dello Spartak Mosca.
    L’idea che porta al centrocampista argentino – seconda precisazione – sarebbe un’idea esclusiva dell’allenatore Paulo Sousa che per dare maggiore consistenza alla linea di centrocampo, ha indicato alla società la candidatura di Tino Costa come operazione preziosa in chiave tattica e assolutamente a basso prezzo.
    I dettagli. Il centrocampista è arrivato al Genoa esattamente un anno fa, appunto in prestito dal club russo che nel 2013 lo aveva acquistato dal Valencia per 7 milioni di euro. L’accordo fra la Spartak e il Genoa è piuttosto semplice: il giocatore è in prestito fino a giugno e il club italiano potrebbe riscattarlo per una cifra vicina ai 3,2 milioni di euro. Cifra, questa, che dovrebbe così diventare a carico della Fiorentina, anche se i dirigenti viola stanno parlando con i colleghi russi per ottenere un ribasso su un riscatto considerato piuttosto elevato.
    Il contratto. Tino Costa ha in tasca un accordo con lo Spartak che scadrà il 30 giugno del 2017, ed è evidente che la Fiorentina – specie in caso di riscatto – dovrà proporre al centrocampista un nuovo accordo, con una scadenza più lontana e molto probabilmente con un ingaggio diverso e quindi più ricco rispetto a quello attuale.

    LA TRATTATIVA con il Genoa per il prestito di Tino Costa lascia comunque aperte anche altre soluzioni di mercato fra i due club e qui il discorso prende subito la direzione di Pepito Rossi. Già, che fare con il Fenomeno? La soluzione italiana è forse quella che convince di più la Fiorentina, ma il problema del diritto di riscatto (il Genoa non vuole andare oltre gli 8 milioni) rimane l’ostacolo più difficile da superare.