Sousa, ci siamo. Ripartenza viola in tre fasi, ma ci sia chiarezza sugli obiettivi

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Nella giornata di oggi o al massimo domani Paulo Sousa diventerà ufficialmente l’allenatore della Fiorentina. E, almeno esteticamente, ha tutta l’aria di essere perfetto per quello che è noto come ‘stile Della Valle’: bella presenza, elegante, di classe (per quanto riguarda le doti tecniche, sarà il tempo a parlare per lui). Certo, per eseguire un buon lavoro, non basta essere pronti e preparati, serve anche il materiale umano giusto a disposizione. E di quello, il portoghese, dovrà parlarne con la società la prossima settimana, quando arriverà a Firenze. Si, perché, si è perso fin troppo tempo. Ora è arrivato il momento di pianificare il futuro. Di parlare di mercato. Di costruire la Fiorentina 2015-16, la prima del nuovo ciclo targato Sousa. Una squadra che, comunque, dovrebbe essere in grado di puntare all’Europa (perché l’ingresso in Europa rimane l’obiettivo della famiglia Della Valle), senza la necessità di investire in colpi ad effetto (come fu a suo tempo Mario Gomez). In sintesi, il mercato della Fiorentina, che comunque verrà fatto nei limiti del fair play finanziario, sarà composto da tre fasi. La prima fase (non in ordine temporale, ma di priorità), sarà quella relativa allo sfoltimento della rosa. Alcuni giocatori andranno in scadenza il 30 giugno prossimo. Altri, però, avranno bisogno di essere sistemati altrove. Quindi, il neo responsabile del mercato (in uscita), il portoghese Pereira, dovrà essere bravo a ridurre il monte ingaggi con le cessioni. A partire da quella di Mario Gomez, se si presentasse l’occasione giusta. E avrà un bel da farsi per sfoltire la rosa, assolutamente eccessiva numericamente parlando. Dopo aver ‘ceduto’ gli elementi che non serviranno al nuovo progetto tecnico (magari il neo allenatore avallerà determinate partenze…) , sarà la volta degli innesti. Sui quali, quantomeno in parte, anche Paulo Sousa dovrebbe (?) dire la sua. Anche perché, anche se il diktat della società è quello di costruire una squadra giovane, è pur sempre lui a sapere come vuol creare la ‘sua’ Fiorentina. E di conseguenza, sarà lui che indicherà agli uomini mercato viola quali giocatori attualmente in rosa mantenere anche per il futuro. Così come sarà lui a dover indicare cosa manca per poter ottenere buoni risultati (pur rispettando sempre e comunque il famoso fair play finanziario). A meno che, non sia uno ‘yes man’, un tecnico che accetta di allenare ciò che gli viene messo a disposizione. A prescindere da tutto. Ma questo, in fondo, non lo crediamo. Perché un allenatore ambizioso, non può non voler dire la sua in fase di calciomercato… Uscite (e quindi taglio del monte ingaggi), entrate (nel rispetto del fair play finanziario) e un unico grande dubbio/non dubbio: Giuseppe Rossi. Lui è di fatto il giocatore più importante della Fiorentina. Quello più forte. Quello che ha già dimostrato (anche se per troppo poco tempo) che sa vincere le partite da solo. Sa essere decisivo anche quando la squadra non gira come dovrebbe. Solo che, spesso, è stato lui a non girare. Ops, perdon, a non giocare. A causa di lunghi e brutti infortuni che ne hanno di fatto dimezzato l’impiego (Montella, nella stagione scorsa, si è quasi dimenticato di averlo in rosa… Visto che non l’ha mai potuto utilizzare). Dunque, Rossi è fondamentale per la Fiorentina che, però, oggi è arrivata ad un bivio, forse l’ennesimo : puntare su di lui e credere nel completo recupero, o nutrire ancora dei dubbi sulle sue condizioni fisiche, non imminenti, ma future? Insomma, ritenerlo un titolare inamovibile o usare il paracadute, intervenire sul mercato, e sperare di averlo a disposizione come fosse un jolly pescato all’ultima mano di ramino, quando ti mancava una sola carta per chiudere? La parola ai dirigenti gigliati che, magari, non si troveranno subito tutti d’accordo (non è semplice accordare così tante campane in una sola volta), ma che poi troveranno una soluzione. Una risposta. Alla fine, sono sempre quelle che fanno la differenza: le risposte. In campo e fuori. E di risposte ne vorrebbero i fiorentini. Soprattutto ad una domanda: per quali obiettivi lotterà, la Fiorentina, il prossimo anno? 4º posto? Europa League? Per alzare un trofeo? A dire il vero, ancora, non lo abbiamo capito. E, fino a quando la rosa non sara definita, sarà difficile dedurlo. Certo è che, ridimensionando il monte ingaggi (con partenze importanti e scontate) e puntando principalmente sui giovani, non sarà semplice ripetersi. Non sarà semplice lottare per il 3º posto. Però, è vero che le aspettative dei Della Valle sono di tornare in Europa… Quindi, basterebbe arrivare 6º?