Sousa ha la cura giusta: ripartire col Chievo per chiudere al meglio il 2015

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    nazioneMessaggi chiari. E che sicuramente sono arrivati dritti a chi doveva capire. L’eliminazione dalla coppa Italia ha costretto Paulo Sousa – per la prima volta – a mostrare l’altra parte del suo volto. Quella più dura, inflessibile. Guance scavate e sguardo che non concede prove d’appello.
    La Fiorentina, la stessa Fiorentina plasmata per vincere e viaggiare a testa alta, ha mostrato un paio di crepe pericolose. Un calo di rendimento, sia sul piano fisico (risolvibile grazie anche alla lunga sosta di campionato per le Feste) e un calo di concentrazione e di ordine psicologico (più complicato da affrontare), sul quale però il tecnico portoghese è apparso subito intransigente. Nella ricostruzione dello sfogo dell’altra sera è chiaro che Sousa ha voluto accendere la luce su situazioni che lo preoccupano ma dovranno essere risolte. La prima cura, quella più amata dell’allenatore, è quella del confronto diretto. Tutti insieme, nello spogliatoio, per parlare, tirare fuori i dubbi e i problemi e rimettere la firma su quel concetto che nei mesi scorsi ha portato la Fiorentina recitare anche la parte della capolista del campionato. Vincere sempre. Punto.
    Così a preoccupare Sousa potrebbe essere il ritardo di inserimento di Babacar che negli schemi e nelle idee del tecnico rappresenta una chiave essenziale per non lasciare sulle spalle del solo Kalinic il compito di segnare.
    Ma a non far dormire sonni tranquilli al portoghese potrebbe anche essere la parabola in flessione del rendimento di Alonso. Giocatore chiave, quasi insostituibile negli schemi viola. Forse il rinnovo del contratto (vicinissimo una decina di giorni fa ma al momento ancora da formalizzare) tiene in ansia l’esterno spagnolo?
    Di certo anche la fatica che Vecino sta accusando dopo una prima parte della stagione da 10 in pagella è un segnale da non trascurare. Al quale è obbligatorio accostare il fallito inserimento di Mario Suarez che in quel ruolo, sulla mediana viola, avrebbe dovuto rappresentare un cardine decisivo.
    Dopo le bacchettate del post-coppa, dunque, Sousa avvia la fase due, quella che veste i panni del motivatore. 
    Sull’incidente di percorso dell’addio alla coppa Italia dopo il ko con il Carpi, l’allenatore vuole costruire il riscatto. La squadra, dal risultato dell’altra sera in poi, ha un debito da pagare nei confronti della società viola, dei tifosi, di Firenze. E la rabbia e la delusione per quel debito devono rappresentare lo stimolo giusto per riprendere la strada tracciata da Sousa in estate e ribadita nella conferenza stampa di mercoledì: «Io voglio vincere sempre, voglio vincere tutte le partite e sono sicuro che anche la squadra e i giocatori vogliono questo».

    C’è subito la riprova giusta sull’orizzonte della Fiorentina. La riprova si chiama Chievo e andrà in scena domenica pomeriggio al ’Franchi’. Lì, la squadra dovrà dimostrare a Sousa di aver capito la sfuriata di mercoledì sera. Lì, Sousa vorrà tornare ad aggiungere tre punti alla classifica ma soprattutto vorrà rivedere il cuore e la concentrazione dei giorni migliori.
    Poi, certo, toccherà alla società affrontare i giorni del mercato e completare la squadra con gli affari di gennaio. Colpi mirati a risolvere i problemi e a riempire le lacune di una Fiorentina che ha sbandato ma che Sousa è sicuro di riportare sulla carreggiata giusta. Subito. E a muso duro.

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