Sousa, le tre armi per “scucirglielo”: l’entusiasmo, il mercato, il gruppo

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1, 2 e… 3. Si ricomincia da qui, come nel celebre film di Massimo Troisi. Tre come i punti in palio domenica, certo, perché la sfida all’Empoli è di quelle importanti per il morale, per la classifica e per il momento. Tre però soprattutto come le armi in mano a Paulo Sousa per realizzare quel sogno in cui adesso, Firenze, inizia a credere davvero. 

Lo striscione esposto oggi, al Franchi, in occasione dell’allenamento a porte aperte, contiene in sé tutta la positiva follia di una città che col sorriso, e gli occhi sognanti, chiede uno scudetto alla Fiorentina ma soprattutto a Sousa.Paulo, scuciamoglielo“: da ‘gobbo’ a idolo, eroe. Quasi rock star, tanto che dopo quasi un’ora dalla fine della seduta il portoghese era ancora a concedersi per foto e autografi con i tifosi presenti. Una sintosia perfetta che rispecchia quella di un gruppo unito e forte.

L’entusiasmo, quello della gente e della squadra, è la prima arma in mano a Sousa per tentare davvero di scucire quello scudetto e appoggiarlo dolcemente sulle maglie viola (la cui vendita, a proposito, procede a gonfie vele, sia nella versione più economica che nell’autentica da gara – segnali, evidentemente, di come le vittorie sul campo stiano tirando e trainando tutta la crescita societaria, tanto è che presto verrà aperto un nuovo store ACF nel centro storico della città). L’entusiasmo, dicevamo, è il primo elemento che unisce giocatori e tifosi, popolo viola e squadra. In campo per vincere e divertire, in campo col buonumore e tante certezze, in campo senza paura e con la voglia di stupire. 

Poi? Il mercato. Già, sempre lui. Perché mai come quest’anno, a gennaio, servirà non sbagliare un colpo: investire con precisione, lungimiranza e accuratezza. Perché il gruppo è forte e piace a Sousa, non servono rivoluzioni o innesti “tanto per”. Serve un colpo alla Kalinic: low-cost, senza concorrenti che alzino le quotazioni, dal rendimento garantito dal portoghese in persona. Dove? L’ideale sarebbero tre: un difensore (Lisandro Lopez sempre in pole), un centrocampista (Walace) ed un esterno destro per rinforzare una fascia che con Kuba e Gilberto ha poche garanzie attualmente sul piano fisico (considerando poi che Sousa non potrà spremere Bernardeschi per tutta la stagione). 

Infine il gruppo, vera arma su cui Sousa ha costruito questa squadra capolista e su cui conterà per prolungare questo momento d’oro il più a lungo possibile. La Fiorentina è una squadra vera, lo dimostrano tanti piccoli aspetti come ad esempio l’esordio di Lezzerini e la reazione di tutti i compagni. Su questo blocco il portoghese si appoggerà per costruire nuove fortune. E provare, davvero, a realizzare quel sogno ormai non più proibito: scucirglielo. 

Autore: Guido Barucco (@gbarucco) – fiorentina.it