Sousa: nuove alternative per rendere la sua viola più imprevedibile. Lavoro sul 4-2-3-1

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    Sousa carpiUn principio di gioco delineato (frequenze alte, movimenti sincronizzati, più opzioni per giocare la palla, ricerca della verticalità) e ora la necessità di aggiustarlo cambiando qualcosa, perché dopo quattro mesi anche la Fiorentina può diventare un tema più semplice da leggere. Soprattutto se mancano la fisicità per forzare gli scontri diretti al centro e la fantasia per saltare l’uomo sugli esterni. La contromossa più semplice per gli avversari è quella di restare sotto palla con il 90 per cento della squadra, come perfino la Roma (che ha vinto a Firenze) ha deciso di fare. Non solo per questo – senza intervenire sulle caratteristiche del gioco – Sousa sta pensando di intervenire sul sistema-base della difesa a 3, con due centrocampisti guida affiancati da esterni che salgono (uno più bloccato) e due elastici fra le linee alte dietro al centravanti di movimento. Il 3-4-2-1 molto ibrido potrebbe trasformarsi nel 4-2-3-1 (modulo applicato principalmente nelle squadre precedenti, Basilea compreso). 

    Un principio di gioco altrettanto mescolato, ma con alcune varianti: due esterni di difesa forti nella spinta (ora solo Alonso dà questa garanzia), due esterni di attacco più specialisti (Kuba resta un’incognita per problemi fisici, a sinistra non ci sono alternative; la più seguita per ora è il Papu Gomez).
    Nel 4-2-3-1 Bernardeschi sfrutterebbe meglio la fase di spinta, accentuando il suo ruolo di superjolly nella linea alta a 3. Ovviamente Badelj e Vecino dovrebbero avere un ricambio all’altezza più quotato di Suarez, in partenza in prestito. Aggiustamenti possibili, perché la Fiorentina dovrà inventarsi qualcosa per cambiare un poco, aggiungendo varianti al sistema di gioco che l’ha portata al secondo posto. La parola ora passa al mercato.