Sousa & The english job. Quando allenatore vuol dire manager

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    Juventus-Fiorentina, SousaC’è chi di punto in bianco si ritrova ad allenare i cosiddetti top team europei  e poi si brucia sparendo dai radar (vedi i vari Di Matteo/Villas Boas/Seedorf/Inzaghi etc), e chi invece preferisce arrivare ad alti livelli step by step. Come Paulo Sousa. Che non ha allenato in Qatar o negli Emirati per soldi o solo perché il mondo del lavoro non offriva altro, come altri fanno o hanno fatto, ma che ha girato il mondo per arricchire il proprio bagaglio culturale e professionale e per arrivare al grande salto preparato. Ungheria, Inghilterra, Svizzera, Israele. Poi la Fiorentina. E poi chissà. Il Sousa che è arrivato a Firenze ha dato l’idea di essere già un veterano. E con una idea del calcio innovativa che sta dando i suoi frutti.

    Il mercato: Non è lui che porta a termine le trattative. Ma rispetto al recente passato gode di un credito in società incommensurabile. Ha voluto a tutti i costi Kalinic, ed i frutti si sono visti. Ha voluto tenere Roncaglia, rigenerandolo pur con le sue amnesie. Ha voluto tenere Vecino, impuntandosi di fronte a chi titubava di fronte ai dieci milioni circa che aveva offerto il Napoli. Da subito ha dimostrato avversione alla partenza di Savic con conseguente arrivo di Suarez, e si è visto poi che aveva dannatamente ragione.

    Il recupero delle risorse e la rivalutazione della rosa: Il cruccio della passata gestione è stato che ad ogni sessione di mercato c’erano si e no uno/due giocatori con i quali poter fare mercato.Svalutati dalla precedente gestione, alcuni emarginati, altri neanche considerati. Marin, è l’esempio più lampante, che Montella non ha mai voluto e che è arrivato a Firenze senza che neanche lo stesso aeroplanino venisse informato della trattativa. Ha recuperato Roncaglia, Rebic, valorizzato Badelj, e avanzato Borja Valero contribuendo alla rinascita del todocampista spagnolo, appassito negli ultimi tempi con la precedente gestione. Ha fatto esplodere Alonso e convinto Bernardeschi a fare un ruolo mai fatto prima, e con grande dedizione. Ad oggi, la Fiorentina ha visto rivalutare i suoi investimenti e la sua rosa in maniera eccezionale. Tanto che potrebbero arrivare anche investimenti pazzi a gennaio, con la consapevolezza di poter poi rientrare in estate. E non come accaduto nel recente passato quando per fare mercato in entrata c’erano al massimo 1-2 pedine piazzabili per incassare qualcosa.

    Le giovanili: Spesso e volentieri tra la precedente gestione ed il settore giovanile c’era una distanza netta. Tanto che più volte Montella stesso aveva mostrato lontananza dalle vicissitudini dei ragazzi viola. Sousa, invece, fin da subito ha mostrato grande interesse anche per i giovani. Tanto da essere spesso e volentieri presente alle gare della Primavera, se non in prima persona ma con suoi collaboratori. ADV alla festa delle giovanili lo ha sottolineato: “Erano diversi anni che l’allenatore della prima squadra non veniva a questa festa per parlare ai giovani”.

    La Fiorentina, insomma, a 360° nel lavoro di Sousa.  Il lavoro del portoghese assume sempre più i toni di un english job, dove l’allenatore è anche manager. Anche in una realtà come quella viola dove l’organigramma non è certo snello e scarno, Sousa ha fin qui saputo come imporre le proprie idee. Cosa che prima di lui non a tutti era riuscito. Un manager che guarda anche al futuro , dunque, ciò che cercava la Fiorentina e la famiglia Della Valle per poter tornare a guardare in prospettiva e riaprire un ciclo/progetto. Cosa che adesso sarà sottoposta alla prova del nove. Gennaio è ormai arrivato.

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