Spettatori negli stadi italiani, l’altalena del Franchi

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    campo manto erboso franchiCome riporta il Corriere Fiorentino, siamo appena alle seconda giornata di campionato, ma il campanello d’allarme è già rimbombato in tutta Italia. Gli stadi sono mezzi vuoti. E nel vero senso della parola. Stando ai biglietti venduti dopo l’esordio casalingo di ogni squadra (dati DynamiTick ), i 426 mila spettatori delle settimane scorse, sono il record negativo degli ultimi dieci anni in serie A . In base alla percentuale di riempimento degli stadi poi, si arriva al dato più triste: appena il 51% delle capienze degli impianti è stato riempito dai tifosi. Per il resto, lunghe file di poltrone vuote e interi settori rimasti chiusi per mancanza di richieste.

    Qualche esempio? Ottocento paganti per Crotone-Genoa (sul neutro di Pescara), 9 mila per Sassuolo-Pescara e 13 mila per Udinese-Empoli. E non è andata meglio nelle grandi città, visto che i 35 mila tifosi all’Olimpico per Lazio-Juve e i 40 mila a San Siro per assistere al debutto dell’Inter, non rappresentano neppure la metà della capacità massima dei due stadi. C’è di che preoccuparsi insomma, tanto più che ogni inizio di campionato dovrebbe essere uno dei momenti di massimo entusiasmo.

    E la Fiorentina? In controtendenza. Come il Napoli, il Genoa, il Torino e poche altre. Anche se certi dati non andranno sottovalutati. Nella partita col Chievo comunque, al Franchi c’erano 32 mila spettatori, che su 39 mila posti disponibili (la capienza è 43.234, ma tra settori cuscinetto e prime file con visibilità limitata, la Fiorentina non mette mai in vendita tutti i biglietti) alzano la percentuale di riempimento dello stadio all’82%. Una bella differenza rispetto al 51% medio della serie A. La voglia di partecipare alla festa per i 90 anni però potrebbe aver falsato il dato, anche perché con 20.010 abbonati, vendere oltre 10 mila biglietti a partita non sarà semplice. I dati infatti parlano chiaro: negli ultimi due anni, il Franchi ha perso quasi 4 mila spettatori. Il 12%. Non proprio un qualcosa da ignorare, soprattutto se l’intento è ricreare quel clima infuocato che ha sempre contraddistinto le partite casalinghe della Fiorentina.

    Per capire meglio, serve dare un’occhiata alle «montagne russe» che hanno caratterizzato l’afflusso di tifo al Franchi nell’ultimo decennio: ai tempi di Prandelli, si volava oltre le 30 mila presenze e in più di un’occasione il botteghino ha segnato il tutto esaurito. Nel biennio buio Mihajlovic-Delio Rossi (2010-2012) invece il doppio passo indietro fino ai 21 mila del 2012, mentre la squadra rischiava la B. Infine la passione ritrovata con Montella, fino ai 32 mila spettatori medi del 2014, dai quali ultimamente si è di nuovo calati ai 30 mila del 2015 e ai 28 mila dell’anno passato (con lo stadio quasi vuoto in Europa). Anche per questo, la Fiorentina ha scelto la strada dei prezzi stracciati: contro Roma e Milan le curve costeranno 18 euro, la Maratona 35 e i Parterre 40. Al di là della diffusa insoddisfazione per il mercato che si respira in città, l’idea viola è far rinascere l’effetto Franchi. E riempire con la passione quelle poltroncine vuote che riempiono di malinconia e costano punti in classifica.