Squadra-Società e le 2 velocità. 1 mese dopo la coperta è ancora corta

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“Ne parliamo da agosto del difensore” – “La società si analizzi, si giudichi e spieghi” – “Non mi hanno chiesto le stelle quando sono arrivato, io per natura spingerò tutti quelli che mi stanno intorno a dare il massimo per raggiungere le stelle”. Sousa, la Fiorentina, Firenze e la dirigenza viola. Ma soprattutto un concetto che torna prepotentemente a far capolino nelle vicende gigliate: le differenti velocità alle quali corrono le due anime della Fiorentina, ovvero Sousa & Co. e la dirigenza. C’è una squadra che lotta ai piani altissimi della classifica, dove “non era pianificato che stessimo” come ha detto lo stesso Sousa. Un allenatore che sprizza ambizione da ogni poro del corpo e da ogni parola, una piazza che spinge e che vuol far di tutto per sognare, un campionato pazzo che equilibrato come quest’anno non lo era da secoli, ed una dirigenza che non sembra andare alla stessa velocità di tutto il resto. E proprio in virtù del campionato anomalo che il nostro calcio sta vivendo mai come in questa sessione di mercato serviva fare un colpo importante. O quantomeno tempismo per coprire alcuni buchi che l’estate scorsa aveva lasciato in eredità a Paulo Sousa. La priorità era il difensore, ed invece è diventato l’ultimo tassello del mosaico. Che anche se completato rischia di esser stato reso definitivo in maniera tardiva.

Serve pianificazione, aveva tuonato il portoghese qualche settimana fa, evidenziando come senza di questa si rischia di non stare al passo con chi fattura di più ed ha diversi milioni in più da poter spendere, per usare un concetto molto caro a Casette D’Ete da quando il fair play finanziario è entrato nel mondo del calcio. Pianificazione che in un certo senso c’era anche stata: vedi la chiusura verbale per Lisandro Lopez di almeno due mesi fa, e che poi è sfumata di fronte alle carte in tavola cambiate dal Benfica. Salvo poi ritornare in auge con l’operazione Mammana. Per poi deflagrare ancora. Con la necessità di ritrovarsi a rincorrere in queste ultime ore di mercato dove il rischio sole aumenta a dismisura.


In tutto questo la Fiorentina si appresta ad affrontare il redivivo Genoa, reduce da 7 punti nelle ultime tre partite, al termine di una settimana dove si è parlato tutt’altro che della settimana di Marassi. Ma soprattutto con una coperta difensiva che ancora è più che mai corta. Chissà se un difensore di rango superiore rispetto a quello della coppia Tomovic/Roncaglia non avrebbe potuto permettere ai viola di evitare la debacle difensiva di Milano contro il Milan, o di garantire ad alcuni elementi della rosa (spremuta per carenza di alternative) di fare qualcosa di più contro la Lazio. La riprova non c’è. Ma intanto la coperta corta era e corta è ancora. Un mese dopo l’inizio delle feste natalizie, dopo un intero mese di mercato. Quando già al Barbera di Palermo sarebbe forse stato opportuno mettere a disposizione di Sousa un difensore qualunque di quelli che in queste ultime ore la Fiorentina proverà a prendere. Oltre ad un giocatore di livello. Che magari poteva essere Mammana, ma anche uno qualunque che fosse meglio di Tomovic e Roncaglia.

A proposito di velocità e tempismo, insomma. Sousa e la Fiorentina sembrano continuare ad andare a velocità diverse. Con la speranza che la marcia e l’ambizione di Paulo da Viseu e dei suoi ragazzi riesca a superare venti e tempeste che le avversarie e le avversità hanno trovato, trovano e troveranno di fronte al loro cammino.