Stavolta è più di un guelfi vs ghibellini. Empatia e sintonia albergano altrove

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Oltre alla zavorra del quale Corvino si è dovuto e voluto liberare, ad una plusvalenza monstre come quella di Alonso, ed un parco giocatori considerato adeguato per stare nei piani alti della classifica, la precedente gestione, come il direttore generale dell’area tecnica ed il Presidente Mario Cognigni amano chiamarla, ha lasciato in eredità anche una filosofia che oggi sembra essere ormai solo un trapassato remoto: empatia e sintonia. L’unica, secondo i vari Daniele Pradè e Vincenzo Guerini in grado di permettere ad una società come la Fiorentina di poter stare davanti a chi (non soltanto adesso) ha maggiori possibilità e potenzialità.

In un momento come quello che stanno vivendo i competitors della Fiorentina un ambiente unito e marciante in un’unica e chiara direzione potrebbe fare senz’altro la differenza. L’Inter è ancora un cantiere aperto, e se ne stecca un’altra potrebbe precipitare in un vortice di non ritorno. Il Milan sta peggio ancora, la Lazio non ne parliamo. Napoli e Roma sanno come farsi del male da sole. E poi c’è la Fiorentina. Dove quel concetto e quella filosofia ormai sono naufragate in un tourbillon di polemiche che guelfi e ghibellini stavolta non basta neanche più come metafora.

Il tifo è diviso a metà. La parte avversa alla gestione societaria è in costante crescita. E stavolta non è come un dividersi attorno a Mario Gomez, Paulo Sousa, Babacar o Montella. Perché tra il fischiare un giocatore e sommergerlo di applausi il passo può essere breve. Si prenda ad esempio il caso Ilicic. Ma qui gli argomenti del contendere sono ben più profondi. Che la famiglia Della Valle non sia mai entrata nei cuori di qualcuno è cosa nota. Che trovasse così tanta avversione è cosa nuova. Che riuscisse a creare così tante divisioni interne è invece un fenomeno da studiare. C’è chi imputa a chi ha rifatto l’abbonamento di spalleggiare questa conduzione societaria, c’è chi ormai è sedimentato sul discorso Leccavalle – Rosicone, chi è contento dei fratelli Tod’s e chi invece vorrebbe mettere a ferro e fuoco viale Fanti. E la spaccatura tra il chi vorrebbe e chi no contestare va giorno dopo giorno ampliandosi. Ma quando la Fiorentina prima in classifica e con la possibilità di vincere il titolo di campione d’inverno porta allo stadio 25 mila spettatori, altro non è che un segnale che il fuocherello del malumore arde in maniera latente da un bel po’.

Adesso che accadrà? Andrea Della Valle cosa farà, come reagirà? Si assenterà dal Franchi per settimane come accaduto un anno fa o difenderà il suo operato?Fiorentina-Roma è già ad un passo tra 15 giorni. Nel mezzo la trasferta di Marassi e quella di Salonicco. Due chance per ricucire attraverso due vittorie, ma anche due possibili bombe ad orologeria pronte a far definitivamente deflagrare un ambiente più che mai teso.