Stop alle risposte nella ressa. Della Valle cambia strategia

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    Andrea della valle Allora presidente? Chi comprate? Vincerete lo scudetto? Ha visto che Sousa piace al Chelsea? E magari anche alla Juve? Arriva un difensore forte? Lo prendete o no, presidente?
    E via mitragliando quiz sovrapposti nella ressa, fra telefonini e spintoni, magari mentre alle spalle dei cronisti – zona pubblico, mai troppo numeroso – scatta un classico jingle: «spendere, bisogna spendere…». Un teatrino poco alla moda. Non solo per questo Andrea Della Valle ha deciso di sottrarsi per sempre al match mordi-e-fuggi alla fine delle partite in un contesto divulgativo molto pulp: parecchie domande, poca chiarezza, zero approfondimenti. Battute svolazzanti e a volte perse nel trambusto.
    Il cambio di strategia perciò sarà netto e nel caso in cui la proprietà abbia qualcosa da dire il blitz sarà direttamente in sala stampa, cioè nel contesto adatto per esprimere concetti da approfondire (e non da catturare al volo).
    A occhio trattasi di un salto in avanti verso una comunicazione più efficace, anche se non soltanto dopo le partite – ma in momenti particolarmente caldi o di malcontento diffuso – la proprietà ha scelto di restare in silenzio autorizzando in questo modo qualsiasi tipo di interpretazione.
    Difficile che i Della Valle cambino completamente strategia in tema di chiarimenti pubblici, sicuro però che in futuro il contatto con i media sarà più organico, almeno nelle occasioni stabilite dalla proprietà. Parentesi sugli striscioni appesi nel recente passato allo stadio e sui cori nella zona-pulp delle interviste itineranti: i Della Valle ritengono ultramarginali proteste anonime e/o di pochissimi tifosi. Perciò nessun permale, se questo può servire.