Suarez, Mati & co.: quelli attesi al cambio di marcia nel secondo tour de force

0



Sei vittorie su sette in campionato, 18 punti in classifica. Battute Milan, Genoa, Carpi, Bologna, Inter e Atalanta. E ancora cinque giorni da vivere da primi della classe. Poi si vedrà, ma intanto Firenze si gode il meritato primato prolungato. Domenica si ricomincia, con la super-sfida del San Paolo contro il Napoli. Sarà il primo atto del secondo tour de force stagionale. Altre sette partite in ventidue giorni, che metteranno ancora alla prova la tenuta della squadra di Sousa sui due fronti. La sfida cruciale con il Napoli al San Paolo, poi al Franchi la terza gara europea contro il Lech Poznan e, domenica 25, altro esame fondamentale contro la Roma di Salah. Dunque ancora campionato, con la trasferta ‘gemellata’ di Verona contro l’Hellas nel turno infrasettimanale, poi di nuovo al Franchi per ospitare il Frosinone, domenica 1 novembre a pranzo (ore 12.30). Giovedì 5 novembre il ritorno in Polonia contro il Lech Poznan, mentre domenica 8 novembre si chiude il ciclo con un’altra gara fondamentale di campionato, a Genova contro la Sampdoria di Ferrero. Cinque partite di campionato, due di Europa League; tre gare al Franchi, quattro in trasferta.

Partite nelle quali la Fiorentina dovrà confermare quanto di buono fatto vedere finora, anche se le difficoltà ci saranno (forse anche maggiori rispetto agli impegni affrontati fino ad adesso) e le avversarie prenderanno sempre più sul serio la formazione di Sousa. Tra i giocatori, tanti coloro che si sono affermati a livelli altissimi, guadagnandosi le copertine dei media nazionali ed internazionali e stupendo critica e tifosi rispetto alle aspettative. Ma qualcuno, ancora, deve dimostrare il proprio valore. Ed anche sfruttando la sosta, sono diversi i giocatori di Sousa che sono attesi al cambio di marcia. A dare quel qualcosa in più che possa rendere davvero la Fiorentina la mina vagante di campionato ed Europa League. Giocatori potenzialmente fondamentali, in grado di cambiare le sorti di una squadra… ma che ancora non si sono affermati al loro massimo.

Primo tra tutti è Mario Suarez. Arrivato a Firenze da due mesi e mezzo, ancora non riesce a dare in campo quanto vorrebbe Sousa. Giocatore importante, vincente, di personalità, che viene da un ruolo particolare in un tipo di gioco particolare, da un campionato diverso. Necessario dunque un periodo di adattamento, anche per chi ha grande esperienza, a livello mentale ma anche fisico. Sousa lo vorrebbe più nel vivo del gioco, forse un po’ più regista di quanto abbia fatto negli anni scorsi a Madrid; colorita la ‘reprimenda‘ del tecnico al Braglia contro il Carpi, con Suarez che si è parzialmente riscattato nell’ultima gara europea contro il Belenenses (soprattutto da centrale di difesa). Ora, però, serve il cambio di passo, perché la Fiorentina ha puntato e punta in maniera importante su di lui.
Dunque Matias Fernandez. Provato trequartista ed anche esterno sinistro, dopo la grande stagione scorsa e l’affermazione in Copa America con il Cile questa sembrava essere la sua annata, soprattutto con un modulo che lo avrebbe riportato nel suo ruolo originale, trequartista appunto. Invece Mati ancora non ha carburato a pieno. Preparazione iniziata in ritardo, condizione ancora non ottimale e qualche treno perso nelle gerarchie di Sousa. Tanto che, anche a livello di mercato, non rientrerebbe più tra gli incedibili. Ma la classe non si perde, la voglia di sacrificarsi c’è ancora e allora c’è da giurarci che Mati tornerà presto a prendersi un ruolo da protagonista in maglia viola, dopo aver riconquistato a pieni voti la Roja.
Rientra in questo contesto anche Manuel Pasqual. Il capitano viola sta rientrando dall’infortunio al tricipite surale della gamba destra, e se tutto procede secondo programma tornerà in gruppo in questa settimana. Tornerà a disposizione, dunque, per il tour de force viola. Da scalzare, a sinistra, c’è però Marcos Alonso: un titolarissimo, stakanovista e praticamente imprescindibile per Sousa, che difficilmente rinuncerà allo spagnolo se il capitano viola non darà adeguate garanzie. Pasqual, insomma, dovrà dimostrare di essere all’altezza di quello che è stato giudicato ‘il miglior terzino sinistro del campionato’ in queste prime 7 partite.

E poi Babacar. Inizio di stagione a fasi alterne, ma con una certezza: rispetto a Kalinic è un’altra cosa. Questione di caratteristiche, ma Sousa nelle gare che contano ha essenzialmente buttato dentro il croato, che fin da subito ha appreso i dettami del portoghese. Non una bocciatura per il senegalese, sia chiaro, visto che sottoporta Baba è stato (quasi) impeccabile (3 gol in 5 partite giocate), ma il lavoro di pressing, copertura, sacrificio al momento non rientra nelle corde del classe ’93. Vedremo se in questi giorni di lavoro, dopo aver smaltito anche un problema alla caviglia (e rinunciato alla Nazionale), Babacar avrà messo benzina nelle gambe e nozioni tattiche nel suo bagaglio calcistico. Sicuramente, ci vorrà qualcosa di speciale per ritagliarsi un ruolo da titolare davanti a Kalinic nelle partite che contano (ad ora, col Napoli e con la Roma, il centravanti designato è proprio il croato, mentre a Baba toccherebbe l’impegno europeo con il Lech).
Infine Giuseppe Rossi. Uno che “quando arriverà al top ci porterà ad un altro salto di qualità”, disse Sousa a metà settembre. “Rossi è il nostro calciatore più importante. Quando tornerà al top, ci divertiremo”, aveva ribadito qualche settimana fa Pradè. Lavoro senza sosta, personale e con il gruppo. Un programma di recupero mirato e dettagliato, che ha portato Pepito ai 90′ contro il Belenenses, con tanto di ritorno al gol nel finale di gara. Manca ancora la brillantezza dei tempi migliori, la velocità d’esecuzione nelle giocate, fondamentali per un giocatore di pura classe e genialità come Rossi. Ma chissà che questo ciclo di partite non possa dare la continuità necessaria a Pepito per tornare a mostrare sprazzi del suo vero talento.

Giocatori importanti, insomma, ancora fuori dalle copertine ma attesi in rampa di lancio nel prossimo tour de force. Sette gare in ventidue giorni che diranno con più certezza se questa Fiorentina potrà davvero lottare per i vertici del campionato a lungo termine. Magari grazie anche al contributo di chi fin qui non si è espresso al massimo. Da Suarez a Mati, passando per Pepito: Sousa aspetta altri protagonisti nella sua Fiorentina che punta a vincere.

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it