Suarez, prove di recupero (non in viola)

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    Lech Poznan-Fiorentina SuarezIL PRESTITO è definito nella forma e anche i dettagli sono in fase avanzata, Suarez come Rossi ha chiesto di giocare con più continuità e si è convinto che a Firenze gli spazi sarebbero pochi anche in futuro: meglio allora traslocare per rilanciarsi, magari in Spagna, dove il suo ricordo ha contorni più definiti rispetto a quelli decisamente impalpabili svolazzati a Firenze. Pochissimo fra l’altro. Solo 8 mezze presenze e un gol per Mario, il quarto contro il Frosinone sdraiato al Franchi I motivi per cui Suarez non è decollato dalla sua versione minimal restano in gran parte all’interno dello spogliatoio, certo è difficile accostare il modesto centrocampista in viola all’atleta che ha giocato nelle finali di coppe con l’Atletico Madrid, smazzando a centrocampo con orgoglio e presenza fisica.
    Per Suarez un’Europa League vinta contro l’Athletic Bilbao, due Supercoppe Uefa (la seconda con un 4-1 contro il Chelsea). In più la Liga del 2014 e la Coppa del Re dell’anno precedente: Mario era titolare nella finale contro il Real Madrid (2-1).

    NEL centrocampo dell’Atletico non giocava gente scarsa: nella sua stagione migliore (2013-14) Suarez era la diga nel reparto formato da Gabi, Tiago, Koke, Arda Turan, più un certo Diego che giocava più avanzato. Suarez aveva compiti rottura, la fase a lui più congeniale, Sousa gli ha chiesto da subito di aggiungere l’altra fase, quella dell’impostazione: impresa che Mario ha fallito in un campionato con frequenze nettamente più alte e con difficoltà tattiche superiori.

    GLI STESSI problemi incontrati all’inizio da Badelj, che però ha saputo superarli in altro contesto (più orizzontale il palleggio ai tempi di Montella). Suarez è uscito di squadra alla fine del primo tempo contro l’Empoli (0-2), è stato escluso dai convocati per la partita di Europa League contro il Basilea e da lì ha trovato davvero pochissimo spazio. Sousa ha cambiato la gestione del gruppo, fidandosi in pratica sempre degli stessi. E fra questi non c’era più Suarez. Che è arrivato quest’estate all’interno dell’operazione Savic, valutato complessivamente 25 milioni dall’Atletico Madrid (12 in contanti).
    A scanso d’equivoci, dopo aver decisamente mostrato il proprio dispiacere prima dell’addio del difensore montenegrino, il 22 settembre Sousa rispose così a una domanda sull’operazione estiva che portò Mario a Firenze: «L’uomo mercato è stato Savic, non Suarez». Chiarissimo.
    Il prestito sarà l’operazione migliore anche dal punto di vista finanziario, avendo la Fiorentina messo a bilancio l’arrivo di Suarez per una cifra vicina ai 13 milioni. Nessuno, ora, li pagherebbe. E a giugno?