Subito testa agli Spurs (con il ‘rischio’ Neto). Invertire la tendenza al Franchi

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Lunedì post-Torino tutt’altro che sereno in casa Fiorentina. I nuovi problemi alla schiena di Tatarusanu, che stavolta non ce la farà per la sfida contro il Tottenham, hanno tolto il ‘sorriso’ dai volti di società, staff e tifosi, peraltro già piuttosto amareggiati vista la delusione accumulata contro i granata. Il gol in contropiede, preso a fine partita a pochi minuti dal vantaggio di Salah, ha lasciato l’amaro in bocca un po’ a tutti. ‘Subìto un gol da polli’, il commento generale (anche dalla società viola). E poi le condizioni fisiche di Borja Valero, con i 7 punti di sutura applicati alla profonda ferita sul malleolo giovedì in nottata che ancora non fanno dormire sonni tranquilli allo spagnolo. Anzi, il numero 20 è, ad oggi, ancora in dubbio in vista degli Spurs. Vedremo oggi e domani, se il giocatore tornerà ad allenarsi a pieno regime.

Dicevamo di Tatarusanu, che starà dunque fuori almeno 10 giorni. Al suo posto, in Europa, ecco Neto, il brasiliano fuori da inizio 2015. Il mancato rinnovo del contratto, i fischi di Parma (alla prima esclusione) poi l’infortunio che lo ha di fatto tolto di scena. Talvolta convocato, talvolta in panchina, spesso fuori, ma resta il fatto che le prestazioni in crescendo di Tatarusanu avevano progressivamente tolto i riflettori da Neto. Non sostituito in Lista Uefa, il numero uno viola, per far entrare nell’elenco Mati Fernandez, Joaquin e Salah. Dunque, con il forfait di Tatarusanu, il brasiliano tornerà tra i pali viola. Almeno in Europa: troppo rischioso dare i guanti da titolare al giovane Lezzerini. E allora Montella dovrà gestire questo ulteriore punto interrogativo verso la decisiva sfida contro il Tottenham. “Neto è un professionista e si sta allenando con serietà. Rispetto ad un mese fa sarei molto più tranquillo nel mandarlo in campo”, disse il tecnico viola prima dell’andata a White Hart Lane, quando Tatarusanu aveva già accusato i primi problemi alla schiena (a proposito: con il Torino, non si poteva inserire Rosati e preservare il rumeno?). Punto interrogativo non solo per l’accoglienza che il popolo del Franchi riserverà al brasiliano ‘traditore (del progetto)’ – possibilità di fischi per Norberto Neto, anche se i primi segnali dal tifo organizzato viola sembrano andare verso un’accoglienza di indifferenza per il giocatore (secondo il concetto di sostegno incondizionato alla maglia viola) -, ma anche per la reazione stessa del portiere, al ritorno tra i pali dopo quasi due mesi. Prima la fiducia era illimitata ed incondizionata da parte di tutti, giovedì cosa potrebbe succedere in caso di errore? Da valutare, dunque, la tenuta nervosa di Neto, ma anche quella tecnica: serve ritrovare le distanze in campo e con i compagni, automatisti forzatamente venuti meno negli ultimi due mesi. Fino a dicembre 2014 il brasiliano infondeva sicurezza a tutta la difesa, difficile che sia subito così anche giovedì sera. In una gara, però, da dentro o fuori, nella quale ogni piccola crepa potrebbe risultare decisiva. E allora Montella, già in questi giorni, dovrà lavorare sulla psiche del proprio portiere. Giudicato un numero uno, ad inizio stagione. Ma di fatto in posizione molto complicata al momento.

E’ indubbio, in ogni caso, che la testa di tutti sia già concentrata all’obiettivo Spurs. “Vogliamo regalare un sogno ai tifosi fiorentini”, ha dichiarato Gonzalo subito dopo il Torino. Sul campo, torneranno i big: da Savic a Gomez, passando per Pizarro, Mati Fernandez più Joaquin e Salah (entrati domenica sera nella ripresa). Ancora dubbi sul modulo che Montella metterà di fronte al Tottenham, con il 4-3-3 visto nella ripresa a White Hart Lane comunque in vantaggio (in questo caso tornerà utilissimo Richards).
Ci sarà, soprattutto, il tutto esaurito sugli spalti, giovedì al Franchi. I 2500 tifosi viola a Londra, tra infinite vicessitudini, con molti di loro che sono rimasti fuori da White Hart Lane perché privi di biglietto, hanno fatto da prologo alla grande affluenza che ci sarà giovedì sera al Franchi (nonostante qualche polemica per il prezzo dei biglietti). Attesa la presenza delle grandi occasioni, ma è richiesto anche il supporto sonoro dagli spalti così come è stato, una settimana fa, a White Hart Lane. Serve, più forte che mai, l’urlo del Dodicesimo Uomo in campo per trascinare i ragazzi di Montella all’impresa.

Il punteggio di 1-1 di Londra, infatti, è risultato a doppio taglio: bene uscire imbattuti da White Hart Lane, bene aver reagito alla prima mezz’ora di fuoco degli inglesi. Ma al Franchi servirà vincere, oppure pareggiare 0-0 per passare il turno. E allora c’è bisogno di invertire una tendenza che, nelle gare casalinghe, è a dir poco preoccupante.
Nell’attuale stagione, appena una vittoria ogni tre partite giocate al Franchi. 4 su 12 in campionato (con 6 pareggi e due sconfitte), 5 successi su 15 se si comprendono anche le gare europee. Media molto negativa, anche considerando la stagione passata. Dall’agosto 2013, la Fiorentina di Montella ha giocato in casa 31 partite di campionato, vincendone solo 13. Comprese le gare europee, invece, 40 gare casalinghe e solo 17 vittorie nell’ultimo anno e mezzo.
Montella ha provato in più occasioni a spiegare (e a spiegarsi) questa differenza di rendimento tra le gare casalinghe ed esterne, dove la Fiorentina invece continua a macinare record su record (33 vittorie in 62 trasferte sotto la gestione Montella). Al Franchi la maggior parte degli avversari arriva per difendersi in blocco e ripartire in velocità. Ultimo esempio il Torino di Ventura. Cosa che, sulla carta, non dovrebbe però fare il Tottenham giovedì sera, visto che Pochettino fa giocare i suoi sì a ritmi altissimi ma poco in ripartenza, bensì con azioni manovrate (e squadra viola presumibilmente schierata). E allora servirà tanta, tantissima concentrazione difensiva per tenere a bada Kane e compagni. Fare la partita sì, ok la consapevolezza nei propri mezzi… ma anche massima attenzione dalle parti di Neto. Del resto, la Fiorentina non lascia inviolata la propria porta da ben 15 partite, e l’incognita legata al rientro del brasiliano aggiunge ulteriori punti interrogativi sulla tenuta difensiva viola.

Ma intanto l’attenzione di tutti è già rivolta a giovedì sera. Starà a Montella sciogliere i vari dubbi e caricare a dovere squadra e ambiente. A Firenze c’è voglia di vivere una grande notte. C’è voglia di impresa.

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it