Sull’onda di un super Bernardeschi

di Leonardo Bardazzi - Corriere Fiorentino

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Sarà il destino: nato il giorno prima di Baggio (ma 27 anni dopo), Federico Bernardeschi ha firmato un gol d’autore sulla scia di Roby e di chi come lui ha lasciato il segno in uno dei colpi più spettacolari: il calcio di punizione. La magia del Borussia Park così è destinata a entrare, di diritto, nella galleria viola dei gol da palla ferma più belli di sempre.

Come quelli di Baggio appunto, ma anche del Caudillo Passarella, di Antognoni, Batistuta o Mutu. Tutte lì, impressi nella bacheca dei ricordi. Andrea Della Valle a Casette d’Ete è saltato sul divano dopo il gioiello del suo numero 10 e ieri, nel chiuso dei campini, gli ha fatto i complimenti. Adv ha anche parlato alla squadra e sottolineato l’importanza di aver raggiunto un grande risultato attraverso il cuore e la voglia di non mollare neppure davati alle difficoltà: «Quella di Fede è stata una pennellata — aggiunge Antognoni a Violachannel — siamo euforici ma ora c’è il ritorno». Ieri i tifosi hanno lasciato uno striscione d’auguri sui cancelli dei campini, che Bernardeschi ha tolto e ha portato via con sé.

Ma per rendere quella pennellata davvero speciale, Berna e la Fiorentina adesso dovranno completare l’opera. E difendere l’1-0 conquistato in Germania, dalla voglia di riscatto del Borussia. Dalla poesia alla prosa insomma. Anche perché in appena quattro giorni la Fiorentina si giocherà una bella fetta della sua stagione.

Tra 48 ore i viola saranno di nuovo in campo per sfidare il Milan a San Siro, mentre giovedì prossimo al Franchi cercheranno di passare il turno in coppa. Due battaglie una dietro l’altra, nelle quali Sousa dovrà tentare di ritrovare quel gioco offensivo (marchio di fabbrica viola) che a Monchengladbach non si è proprio visto.

Il problema principale sarà il recupero psico-fisico delle energie. La squadra è rientrata a Firenze (via Bologna) alle quattro di notte. Ieri in pratica i giocatori hanno solo fatto terapie di recupero, mentre oggi avranno un unico allenamento per preparare lo scontro diretto contro l’ex Montella. Non il massimo considerando l’importanza della partita: chi perde domenica infatti potrà dire addio alle residue speranze di raggiungere almeno quel sesto posto utile per qualificarsi per l’Europa League. La Fiorentina già adesso è a -4 da quel piazzamento e i rossoneri sono appena un punto sopra ai viola. Se Montella potrà sfruttare la maggior freschezza atletica dei suoi, Sousa punterà invece sull’entusiasmo post Germania e sul trend positivo del 2017: Borja & C. nell’anno nuovo hanno già recuperato ben 6 punti ai rivali rossoneri (14 fatti contro 8), non a caso finiti nel vortice delle polemiche con tanto di battibecchi tra l’Aeroplanino e Berlusconi.

Per affrontare il Milan dunque sembra proprio il momento giusto: peccato solo che manchi Berna, squalificato dal giudice sportivo e costretto a tirare il fiato in attesa del bis con il Gladbach. In compenso rientrerà Chiesa e si riprenderà la fascia destra. Il turnover comunque anche stavolta sarà ridotto al minimo, perché nonostante il calendario pressante, non è tempo di esperimenti. Borja, Vecino e Badelj così faranno gli straordinari, mentre l’unico dubbio potrebbe essere proprio sulla sostituzione del numero 10: che farà Paulo? Rilancerà Ilicic oppure confermerà Tello? Dubbi che saranno sciolti solo a poche ore dallo spareggio di domenica sera. L’importante sarà farsi trovare pronti per altri 180’ (e forse più) impegnativi.