Superare le ostilità. Per il momento fiducia a Sousa

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“A Firenze se vinci 3-0 ti chiedono perché non è finita 4-0” Nils Liedholm.

“A Firenze meritereste 10 anni di Serie B” Claudio Ranieri.

Citazioni che meglio non potrebbero esemplificare ciò che il fiorentino è per natura ed indole. E capita così che un tecnico come Vincenzo Montella che porta una squadra presa dalle macerie tre volte di fila al quarto posto, disputando una finale di Coppa Italia e due semifinali in tre anni, finisca nel mirino della critica. Difficile accontentare chi ha il palato fine, chi di calcio se ne intende, e chi nel corso della sua quasi centenaria storia ha visto passare fenomeni che hanno portato in alto il nome di una città bellissima ed ammirata da tutto il mondo. D’altronde, per rimanere in tema di citazioni “Io so che voi fiorentini vi sentite i migliori ed i più belli del mondo, anche io penso lo stesso di me..” disse con umiltà presentandosi Sinisa Mihajlovic, in una frase che per trequarti esprime verità assoluta. Ma Montella ormai è il passato. Anche se di futuro ancora poco si parla. La rottura con i Della Valle continua ad avere strascichi in città. La separazione netta tra il tifo è ancora una ferita aperta.

SOUSA, SI RIPARTE DA QUI “Vogliamo dare continuità al lavoro fatto in precedenza” ha detto il dg viola Andrea Rogg. Si riparte da un quarto posto e due semifinali difficilmente ripetibili. Anche se in panchina fosse rimasto Montella sia chiaro. Ma se è vero che tutti gli interpellati dai vari organi di informazioni non fanno altro che tessere le lodi di Paulo Sousa, è anche vero che le difficoltà che dovrà superare l’ex Basilea sono molte. Dalla poca conoscenza del nostro campionato alla lieve ma innegabile ostilità dell’ambiente passando per un mercato ancora tutto da definire. Forse la parola giusta non è ridimensionamento, ma molto cambierà nella rosa viola. Il tutto in attesa di capire cosa farà Salah, vero ago della bilancia in grado di cambiare pesantemente gli equilibri sul valore della Fiorentina nelle griglie ai nastri di partenze. Ma Paulo Sousa è stato scelto dalla Fiorentina con le complicanze di andare a prendere un allenatore già sotto contratto quando ce n’erano altri facilmente raggiungibili. Da Sarri a Donadoni. Spalletti, certo, non avrebbe diviso nessuno. Anzi, avrebbe portato entusiasmo ed euforia. Ma l’ingaggio chi glielo avrebbe potuto pagare? Visto e considerato che a libro paga dei Della Valle ci sarà anche (ancora per due anni) Montella. E allora perché contestare a prescindere un allenatore che ancora non ha iniziato a lavorare?

CALMA APPARENTE AL FRONTE ‘Scritte sui muri e sui social piano piano in diminuzione’. Il bollettino di quella che sembrava aver assunto i toni di una sorta di guerra civile recita così. Più forte è stata la parte del diamogli fiducia a quella contestiamolo a prescindere. Perché in ballo c’è la Fiorentina e la maglia viola. Se poi Sousa fallirà, e solamente allora, via alle critiche. Per adesso è giusto dargli in bocca al lupo e fargli sentire la fiducia necessaria fondamentale per intraprendere questa nuova avventura. Liberi di non rinnovare l’abbonamento, liberi di non venire allo stadio, liberi di esprimere tutto il proprio malumore. Ma solo al momento debito. E senza poi parlare di carri o non carri sui quali salire o meno. Tra le divisioni per i vari carri di Gomez, Ilicic e Montella questa città ha già dato. “Firenze è più famosa per la guerra tra Guelfi e Ghibellini che per la sua bellezza” per citare anche Vincenzo Montella. La divisione interna non fa altro che peggiorare le cose. E pazienza per quei due anni alla Juventus. Chi se ne frega. Buttarsi alle spalle il passato è la prima cosa da fare in questo momento. Così come dare fiducia ad un nuovo percorso che la Fiorentina sta per intraprendere. Il tempo darà o meno ragione alle varie correnti di pensiero. Ma intanto gli si faccia fare il suo corso.

Autore: Gianluca Bigiotti – Redazione Fiorentina.it