Tello: “E’ l’anno della svolta, sono qui per Sousa e per giocare”

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    Fiorentina-Chievo Verona 28-08-2016 telloLunga intervista questa mattina sul Corriere Fiorentino allo spagnolo Tello, che ha scelto i tornare alla Fiorentina, dal Barcellona, dopo i sei mesi dello scorso anno
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    Tello che estate è stata la sua?

    «Lunga e sono molto contento di essere qui un’altra volta, per la confianza che hanno dimostrato di avere in me sia il club che lo staff tecnico. Quello che conta adesso è la prova del campo e darò tutto per questa maglia».

    Inghilterra, Spagna, le offerte da campionati forse più allettanti non mancavano. Eppure ha voluto con forza la Fiorentina…

    «Sì perché la scorsa stagione mi sono trovato molto bene in questa città e in questa squadra. Ma è stata anche una scelta di vita perché mia moglie e mia figlia Carlotta di due anni a Firenze stanno alla grande. Certo, poi c’è il campo e la fiducia del mister è stata decisiva. Sono voluto tornare qui per lui e adesso spero di ripagare la fiducia. A Firenze so che potrò dare continuità al mio gioco e spero di avere la possibilità di giocare molte partite. Per me, in questo momento della carriera, è ciò che conta davvero».

    Quindi ancora in serie A. Le piace?

    «Sì, è un campionato molto combattuto con molte squadre costruite per fare gioco, e noi stessi siamo tra queste. Per le mie caratteristiche è perfetta, anche se sto giocando in una posizione inedita per me dove ho molto più campo da coprire. Però sto lavorando per adattarmi il prima possibile a quello che mi chiede la squadra».

    Lei nasce come esterno d’attacco…

    «Ho sempre giocato più avanti, ma Sousa è convinto che questo nuovo ruolo sia più giusto per le mie caratteristiche. Naturalmente ho bisogno di trovare la miglior condizione fisica e con il passare dei minuti in campo le cose non potranno che migliorare».

    Non c’è però il rischio di perdere lucidità in avanti, magari nel dribbling. Proprio ciò che invece servirebbe alla Fiorentina…

    «Beh, è una posizione che richiede molto dispendio di energie e grande applicazione nella fase difensiva, ma sono qui anche per questo, per imparare e migliorare sotto l’aspetto tattico. È chiaro che quando arrivo in avanti sono più stanco, ma lavorando con i compagni andremo a migliorare».

    Un percorso simile a quello di Bernardeschi. Che differenza c’è fra lei e Federico?

    «Credo che ci siano delle somiglianze con Fede. Anche lui ha iniziato giocando più avanti, più da esterno, ma il mister pensa che questa posizione non vada bene per noi e che sia meglio farci giocare sulla fascia. Fede è un giocatore molto importante per la squadra. Mi piace moltissimo, sono stato molto contento lo scorso anno di giocarci insieme: è un giocatore che ha una grande visione di gioco».

    Magari nel corso della stagione la vedremo anche nella sua posizione preferita nel 4-3-3.

    «Credo di sì, penso che Sousa stia lavorando su più soluzioni. Ma in questo momento ci stiamo allenando con questo sistema di gioco e dobbiamo concentrarci su questo».

    Che Fiorentina è rispetto all’anno scorso?

    «Sono convinto che sia più forte. È riuscita a mantenere praticamente lo stesso gruppo dello scorso campionato e in più ha aggiunto giocatori molto validi. Abbiamo sicuramente una rosa molto competitiva».

    Eppure questa squadra resta difficile da valutare al momento. Sarà anche perché lo scorso campionato è stato anomalo: molto bene all’inizio, male da gennaio in poi. Che cosa è successo e qual è la vera Fiorentina?

    «L’inizio della scorsa stagione è stato eccezionale, poi è vero che abbiamo avuto un calo. Gli avversari hanno iniziato a studiarci con più attenzione, a osservare i nostri punti deboli e allenarsi sui nostri movimenti e tutto è diventato più difficile».

    Serve allora ritrovare un po’ di fiducia?

    «Abbiamo partite difficili che ci daranno la misura del nostro reale valore. Noi dobbiamo pensare solo a fare bene, a giocare e a cercare di vincere il più possibile».

    Un modo per scaldare anche la piazza. A proposito di tifosi, che effetto le ha fatto vestire la maglia viola nella sera dei festeggiamenti per i 90 anni viola?

    «È stato un onore essere qui in una serata così speciale e speriamo che lo sia anche questa stagione per portare la Fiorentina sempre più in alto. Questo è un club molto importante, da cui sono passati grandi giocatori».

    Lei in questo dovrebbe essere abituato visto che ha giocato nel Barcellona. Che cosa significa crescere con la maglia blaugrana sulle spalle?

    «È una società che investe tantissimo sul settore giovanile e i frutti si vedono. Ma la grande forza è anche lo spogliatoio, non c’è mai stato un litigio e in campo credo si veda. È come essere in una famiglia».

    Che effetto fa stare in campo con giocatori come Xavi o Messi?

    «È più facile giocare, sai sempre che la palla giusta arriverà: devi solo aspettare e farti trovare pronto».

    Torniamo alla Fiorentina. Che allenatore è Sousa?

    «Ha un’idea di calcio molto precisa. Mi ha sorpreso per la sua chiarezza con la squadra: questo permette ai giocatori di capire bene ciò che chiede. Al mister piace molto far correre il pallone e avere sempre un giocatore vicino alla palla in modo da scambiarla l’un con l’altro. Con il tempo la squadra lo capirà sempre meglio».

    Eppure nel calcio sta tornando di moda un atteggiamento più difensivo…

    «È vero, ma noi dobbiamo pensare a fare il proprio calcio, giocando all’attacco, per creare occasioni e possesso palla. Non siamo una squadra che costruita per giocare in difesa. Sia per quanto riguarda i giocatori che l’allenatore».

    In italia molti lo fanno.

    «Per giocatori come me è molto più difficile perché mancano gli spazi e la possibilità di andare in velocità. Per questo dobbiamo far muovere velocemente il pallone».

    E magari segnare qualche gol in più. Lei potrebbe essere una risorsa anche in area…

    «Giocando sulla fascia è più difficile arrivare al tiro e all’area, però abbiamo giocatori molto validi, serve solo un po’ di fortuna e precisione in più».

    Sente di poter diventare un giocatore importante in questa Fiorentina?

    «Credo che sarà un anno molto importante. Sono venuto per questo. Ho voglia di lasciare il segno in questo club».

    Il modo migliore per restare a lungo a Firenze. Che cosa le piace di questa città?

    «Che è molto tranquilla anche se turistica e che qui si lavora bene. Alonso, Gonzalo, Borja e Vecino mi hanno aiutato a conoscerla. Siamo stati molto insieme…».

    Allora sarà anche lei un grande bevitore di «mate». Nello spogliatoio viola è la bevanda ufficiale.

    «In realtà no, non mi piace per niente. È davvero molto amaro. Troppo (ride, ndr )».