Tommasi: “Ora basta corteggiare i violenti”. Appello alle società: Dovete isolarli

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    Damiano TommasiParla così Damiano Tommasi, attuale presidente dell’Assocalciatori al QN sulla follia ultras con gli eventi di Varese, Cagliari, e gli striscioni a Roma su Ciro Esposito: «I calciatori non possono più essere schiavi dei prepotenti, di coloro che pensano che certe cose siano dovute in nome di chissà quale rispetto, come la gogna sotto la curva. Fatti che stanno succedendo anche a livello dilettantistico, per capire a che punto è il livello di allarme». Cagliari Varese, Roma, Atalanta, la prepotenza ultrà ha accelerato. «L’aberrazione è nel ritenere normale che vi siano azioni violente, minacciose, umilianti in funzione dei risultati scadenti dei calciatori. Non fai risultato? Retrocedi? Scattano contestazioni, rappresaglie, insulti se non peggio. Non si può più tollerare è per questo che l’Assocalciatori pubblica un rapporto annuale sul tema». La gogna sotto la curva è l’ultima moda oscena del nostro calcio. «Parte da più lontano, ricordo Genoa-Siena, la finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, Salernitana-Nocerina, Latina-Padova. Alcuni soggetti si sentono in diritto di chiedere conto platealmente ai giocatori del loro operato. Inaccettabile. Serve l’impegno di tutti, dai responsabili dell’ordine pubblico ai calciatori». Il Viminale ha dato un’indicazione chiara alla Figc, mai più tifosi alla gogna sotto le curve, sollecitando nuove norme. «In consiglio federale abbiamo tracciato le linee guida e stiamo dibattendo sulle sanzioni. Tra multa e squalifica meglio la seconda, perché è più deterrente. L’orientamento è nell’ impedire a calciatori e dirigenti di intrattenere rapporti anomali con certi soggetti, e non solo quelli plateali nello stadio». In quali altri casi? «Si dovrà impedire che certi pseudotifosi possano frequentare i centri sportivi dei club. La sanzione però non è una punizione, ma uno strumento per dire di no a determinati contatti perché a rischio squalifica» Pallotta è andato alla rottura con gli ultrà, qualcuno l’ha seguito, metà dei club di A hanno brillato per il loro silenzio. «L’errore è nel personalizzare la battaglia di Pallotta contro i tifosi violenti. L’individuazione di certe persone è divenuto un passaggio necessario, con la collaborazione di tutti: club, calciatori, istituzioni sportive e non. Pallotta viene da un altro mondo, l’aria viziata del nostro calcio, alla quale siamo tristemente abituati, la sente maggiormente e reagisce». Come se ne esce? «Ribellandosi all’abitudine di considerare normale ciò che non lo è. Non si deve aver paura di una bronchite, aprendo una finestra per far entrare aria pulita. Le leggi ci sono, applichiamole». I calciatori hanno scioperato per il contratto nel 2011. Sareste pronti a scioperare, dovesse peggiorare le cose? «Fermarsi non risolverebbe il problema. Dobbiamo stare attenti a non danneggiare i tifosi sani».