Torino, frenata mentale: Mazzarri fa lo psicologo. Black out e amnesie, la difesa scricchiola

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Tante disattenzioni per i granata, che alternano bel gioco e pause mentali. Mazzarri tiene tutti a rapporto.

Quei maledetti blackout mentali. Al Toro il nemico è insidioso, sopratutto invisibile. E lentamente si sta insinuando come un virus da debellare. È anche per questo che Mazzarri ha voluti i suoi giocatori, tutti e subito, ieri al Filaldelfia. Per capire, rivedere, parlarne, approfondire, andare a fondo di una difficoltà che, ormai, non è più episodica ma che sta divenendo una costante: il Torino continua a soffrire di incredibili amnesie, momenti di pause anche profondi, a partita in corso, che rischiano di rovinare quanto di buono si costruisce. Così scrive La Gazzetta dello Sport. 

TUTTI A RAPPORTO. Il Toro ha una sua precisa identità e a Bologna ha dimostrato di essere in crescita sul piano del gioco. Attraverso confronti di gruppo e conversazioni individuali Mazzarri sta provando a puntare al cuore del problema di mentalità che sta condizionando il decollo del Toro. Anche Bologna ha lasciato in eredità una squadra discontinua, capace di essere ai limiti della perfezione per un’ora abbondante, poi altrettanto capace di lasciarsi andare di colpo. Staccando la spina.

PROBLEMA DEI SINGOLI. In 6 delle prime 9 giornate il Toro ha spento di colpo la luce, come se nella squadra scattasse qualcosa che induca a scollegarsi dalla gara. Non sarà facile estirpare il problema alla radice, Mazzarri lo sa molto bene. A uno strepitoso Iago Falque ritrovato, si frappone il fantasma di Belotti. Fa bene Mazzarri a non mettere pressione al suo capitano e centravanti, ma i numeri ci consegnano l’avvio più in ombra del Gallo dell’ultimo triennio. Incidono anche le difficoltà d’integrazione di Soriano e Zaza, i due colpi dell’ambizioso mercato estivo del Torino, troppo spesso non in campo: difficile abituarsi a vedere in panchina una trentina di milioni potenziali d’investimenti.

DIFESA CHE SCRICCHIOLA. Nelle ultime due uscite, infine, il Torino ha evidenziato una fragilità difensiva che ha stupito. Due gol presi dal Frosinone, altrettanti dal Bologna (due tra i peggiori attacchi del campionato) sono troppi: automatismi e solidità difensiva sono sempre stati alcuni tra i principi fondanti del Mazzarri-pensiero. Il Toro inizia a scricchiolare dietro, e non può permetterselo.