Tra ex, quasi viola e bestie nere…

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    verona fiorentina matriTre punti per essere Campioni d’Inverno per almeno 16 ore. Per tornare in testa dopo un mese e mezzo, in attesa di Inter-Sassuolo di domani. Obiettivo chiaro, nella testa di Sousa e dei giocatori viola, che nella seconda partita nel giro di quattro giorni ha fatto una sorta di patto: con la Lazio sarà quasi una finale, l’ultimo atto del girone di andata che permetterà di trarre un primo importante bilancio stagionale. Poi si potrà staccare la spina per qualche ora, lavorare per qualche settimana con ritmi un po’ più rilassati, visto che tra Milan, Torino e Genoa si giocherà una volta a settimana, senza impegni infrasettimanali. Cosa più unica che rara nella lunga stagione viola. Tra un calendario sfavorevole ai viola rispetto alle rivali per il vertice (l’anticipo al sabato pomeriggio dopo il mercoledì di campionato), e controlli antidoping serrati che non hanno permesso a Sousa di preparare come programmato la sfida alla Lazio, c’è voglia di dare una risposta decisa, a tutto e tutti.

    Di contro, una Lazio in crisi, tra il pessimismo generale dell’ambiente (ma non di una vecchia volpe della panchina come Pioli) arriverà al Franchi questo pomeriggio. Sullo sfondo il colpaccio di San Siro prima della sosta, ma soprattutto lo scialbo 0-0 dell’ultimo turno in casa contro il Carpi. La Fiorentina, pur partendo sulla carta da favorita, dovrà comunque abbattere qualche tabù. Dopo aver infranto la maledizione della Befana (vincendo a Palermo), ecco che contro la Lazio i viola dovranno invertire un trend da paura: negli ultimi 5 anni, la Lazio ha espugnato ben 4 volte il Franchi (viola a secco di gol negli ultimi 4 incroci), vincendo addirittura 7 delle ultime 10 gare a Firenze. Una vera ‘bestia nera’, insomma, la squadra biancoceleste per la Fiorentina, chiamata ad allontare lo spauracchio nel match di questa sera.

    Scaramanzia e spauracchi legati anche ai singoli. Perché dopo una prima metà di campionato in cui contro la Fiorentina hanno segnato i vari Cuadrado e Salah, passando per Moretti e Quagliarella e finendo con Gilardino, in tanti hanno pensato “Stai a vedere che ci segna pure Matri”. Già, ma Matri (tre gol nelle ultime cinque partite contro i viola), ‘per fortuna’, dovrebbe partire in panchina… peccato che tutti e tre i gol realizzati in campionato li abbia fatti partendo come riserva. Al suo posto Djordjevic… oppure Miroslav Klose. Che dal famoso Bayern-Fiorentina ne ha combinate di tutti i colori alla Fiorentina. Sei gol e un assist contro i viola per il tedesco in nove partite, con ben 6 vittorie all’attivo.

    Non bestia nera, visto che su 11 incroci il bilancio è in pareggio (6 vittorie viola, 5 per il tecnico), ma Stefano Pioli è un ex viola non da poco. Oltre 170 presenze in maglia viola, in campo, tra il 1989 ed il 1995, per uno dei titolari di quegli anni.

    Infine, menzione particolare per un ‘quasi viola’. Chi, lo scorso fine luglio, era addirittura arrivato in sede per firmare, per poi virare direzione Roma. E chissà se e quanto rammarico avrà, Milinkovic-Savic, “alla Lazio per giocare la Champions”, a vedere ora i biancocelesti a metà classifica, fuori dalla massima competizione europea, e la Fiorentina a giocarsi la vetta del campionato. Oggi tornerà al Franchi, stavolta per giocarci, ma senz’altro l’accoglienza non sarà proprio facile per lui, nel mirino dei tifosi già da questa estate per un clamoroso rifiuto in extremis della maglia viola.