Tra Udine e Cagliari possesso palla da record, ma pochi tiri e poca velocità davanti..

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    pizarro gonzalo udinese coppaE’ un suo marchio di fabbrica indelebile, una sua caratteristica, riconosciuta, apprezzata, elogiata da quando il nuovo corso Pradè-Macia-Montella ha dato vita a questa nuova Fiorentina. Chiamatelo giro palla, come fanno i più nostalgici o tiki taka come i più moderni ed esterofili, la sostanza non cambia. Il pallone è quasi sempre tra i piedi dei giocatori gigliati.

     

    UDINE E CAGLIARI STESSO COPIONE Due trasferte diverse, quelle di Cagliari e Udine, la prima, quella di sabato scorso, praticamente quasi non giocata dai viola, la seconda giocata alla pari su un campo storicamente difficile e con tante assenze. Diverse ma accomunate da uno stesso fil rouge, che non è tanto il ko finale, ma quello del possesso palla. 61% di possesso a Cagliari, 33’11’’ per la precisione, dato più alto di tutta la giornata di Serie A. 13’50’’ di supremazia territoriale contro i 7’55’’ dei sardi. Ma alla fine hanno tirato in porta molto più gli avversari che la Fiorentina, 6 tiri nello specchio vs 3 tiri dei viola.
    Al Friuli stessa storia, 54% di possesso palla, ed una supremazia territoriale quasi del doppio rispetto a quella degli avversari, 14’39’’ contro i 9’55’ dei bianconeri con 3 tiri in porta dell’Udinese, e 5 della Fiorentina. 

     

    TIRI DALLA DISTANZA E VELOCITA’ La media di possesso palla della squadra di Montella è la più alta del campionato, con 30’34’’ di media a partita, eppure la squadra viola tira di media 13,6 volte a partita, che è solamente il 7° dato assoluto del campionato, che diventa 6° dato assoluto per tiri nello specchio, 5,2 di media. Possesso palla, enorme risorsa quando sei in una situazione di vantaggio, e gli altri non la vedono praticamente mai. Quest’anno, però, sono tante, tantissime le squadre che attendono i viola tutti arroccati dietro per poi ripartire in contropiede, come ad esempio hanno fatto Udinese e Cagliari, appunto. Finché c’era Rossi davanti, che in pratica ha segnato 14 gol su soli 26 tiri effettuati nello specchio, era un discorso, ora le cose si stanno facendo più complicate. Il rientro di Gomez, in tal senso, migliorerà sicuramente le cose, ma su una cosa la Fiorentina deve migliorare a tutti i costi: le conclusioni da fuori e la velocità di pervenire al tiro. Troppe volte tra Cagliari e Udine abbiamo visto una manovra perfetta fino alla tre quarti, ma che poi si è spenta nel nulla. L’unico che tira da lontano è Vargas, e ogni tanto Borja Valero. A Udine, ad esempio, Mati Fernandez avrebbe potuto tirare in almeno due circostanze, salvo poi preferire il far ripartire la manovra. Per velocizzare l’azione d’attacco servirà il recupero del miglior Cuadrado, che nel 2014 ancora non abbiamo mai visto ai suoi livelli. Aggiungici poi la difficoltà della Fiorentina nel far fronte alle ripartenze in contropiede degli avversari, che capita così che offri il fianco un paio di volte all’avversario, e paghi.

     

    VERSO L’ATALANTA Contro l’Atalanta, sabato, al Franchi, più o meno l’andazzo della partita sarà lo stesso. Bergamaschi chiusi dietro, e pronti a ripartire in contropiede. E se è vero che servirà tanta pazienza, è anche vero che serviranno 1-i tiri dalla distanza 2-la velocità di manovra davanti 3-una perfetta copertura da parte del centrocampo in fase di contropiede subíto. E se le dinamiche in fase di copertura, dopo la prima parte di stagione, erano migliorate con anche una lunga striscia di gare senza subire reti, adesso l’emergenza infortuni che ha colpito il pacchetto mediano viola richiede a tutti uno sforzo maggiore in mezzo al campo. Per non parlare dell’attacco. La stagione viola è adesso entrata nel vero vivo. Migliorare e far si che il possesso palla viola non rimanga qualcosa di fine a se stesso, è il nuovo compito di Montella. Per continuare a volare, basta poco.