Ultime nove partite: stringere i denti e crederci

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Non ci siamo più abituati a passare le settimane intere senza parlare di calcio giocato ma solo pensando a quale formazione manderà in campo Paulo Sousa di domenica in domenica. Perché sette giorni di attesa ogni volta sono tantissimi. Un’infinità. Non era meglio quando se ne aspettavano tre o al massimo quattro per vedere la Fiorentina scendere in campo tra una gara e l’altra? Beh, ricordi passati (a dire il vero neanche troppo lontani) di una Europa League che non c’è più. Qualcuno dirà: meno male! Altri, invece, pensano ancora: che peccato… Comunque la si pensi, quel capitolo è stato chiuso e già si pensa a scriverne un altro. Speriamo con un finale migliore. 
Tra coloro che ringraziano per l’eliminazione dall’Europa, ci sono quelli che hanno sempre sostenuto che la corsa alla Champions (o meglio, al terzo posto) sarebbe stata più agevole, per la Fiorentina, senza gli impegni infrasettimanali. Soprattutto perché come è noto da tempo, la coperta è cortina. Se la tiri verso i piedi, resta scoperto il petto. E viceversa. E allora, in virtù di una rosa scarsina in termini numerici, meglio respirare. Prepararsi nel migliore dei modi per una partita alla volta. Lo stesso tecnico, fin dall’inizio della stagione, si è sempre lamentato di non poter lavorare bene, durante la settimana, per studiare nei dettagli ogni match, per il troppo poco tempo a disposizione tra un impegno e l’altro. E i giocatori, dal canto loro, in alcuni casi hanno dimostrato di essere stanchi, usurati, stremati. C’è gente che ne ha giocate davvero tante di partite, quasi tutte. Basti pensare ad Astori che ne ha disputate 35 su 38. A Borja Valero e Kalinic, impiegati 34 volte. A Rodriguez e Bernardeschi 33, Tatarusanu, Alonso e Vecino 31. E via dicendo, tutti gli altri. Ma adesso c’è da stringere i denti.

Col Frosinone inizia il rush finale. La Fiorentina parte svantaggiata per il terzo posto, visto che la Roma la precede di cinque lunghezze (che poi sono sei in virtù degli scontri diretti), ma ancora non arresa. Non ci si può arrendere quando ci sono ancora nove partite da giocare e 27 punti in palio. E tutto può ancora succedere. Per questo servirà pensare che le nove gare che vedranno impegnati i viola contro Frosinone, Sampdoria, Empoli, Sassuolo, Udinese, Juventus, Chievo, Palermo e Lazio siano come finali. Che siano le sfide che potrebbero ancora regalare un terzo posto alla Fiorentina che, ad onor del vero, per come ha giocato per quasi tutto il girone d’andata (e non solo) si meriterebbe qualcosa di più del “solito” quarto posto.

C’è da lottare su ogni pallone, ma soprattutto, c’è da lottare con gli uomini migliori. Paulo Sousa, da ora in poi, non si può più permettere esperimenti o turnover. Dovrà mandare in campo sempre e solo gli uomini più forti. Più in forma. Più affidabili. E se saranno stanchi, che stringano i denti, perché da questo finale di stagione non passa solo la possibilità per la squadra di arrivare ai preliminari di Champions, ma anche il futuro della società (soprattutto in termini economici, perché sappiamo tutti cosa significa in soldoni andare in Champions) e di molti giocatori. Forse anche quello dello stesso tecnico portoghese, chi lo sa. C’è chi sarà confermato, chi rimarrà a prescindere dal piazzamento finale, chi se ne andrà. Come sempre. L’unica speranza è che, almeno quella che arriverà, sarà un’estate con poche nubi e molto sole all’orizzonte. Senza polemiche o “casi” con strascichi. La sensazione è che le nostre speranze siano vane. Però, è inutile e prematuro mettere il carro davanti ai buoi. Ora c’è il Frosinone, una squadra che intravede la possibilità di salvarsi e che ha raccolto 21 punti su 26 in casa, ma che conta la peggiore difesa del campionato (ben 55 gol subiti) e il sesto peggior attacco del torneo con soli 29 gol segnati (1 a partita). Ora, non è mai bello ripetersi, ma se la Fiorentina non torna a vincere col Frosinone…

 

 

Autore: Michela Lanza – Redazione Fiorentina.it