Un anno dopo: le vostre poesie per il Capitano

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Oggi, 4 marzo, è una triste data per tutti i tifosi viola e non solo. Un anno fa infatti se ne andava il nostro Capitano. Abbiamo raccolto i vostri ricordi a lui dedicati

Le poesie dedicate al Capitano Davide Astori:

CAPITANO PER SEMPRE (A Davide Astori)

Chissà quale sarà stato il tuo ultimo pensiero
prima di addormentarti
in quella stanza da cui non sei più uscito.

Chissà quale sogno ti ha interrotto
quel sonno che ti ha ghermito,
mentre il battito si faceva più lento
fino a spengersi come un boato di vita
che tu hai suscitato mentre calpestavi i prati dei tuoi stadi.

Chissà come saranno adesso
i campi che ti hanno chiamato
con questa convocazione inattesa,

e chi saranno i tuoi compagni
a dividere gioie e dolori.

Là dove tu sei ora
esiste solo la vittoria,
e la tua maglia ha il colore del cielo terso:
non hai più avversari in questo campionato,
in cui sei arrivato giovane in eterno,
prima che sbocciasse la primavera,
quando l’inverno sembrava un ricordo antico.

È il tuo terzo tempo, Capitano per sempre,
uno stadio ancora pieno
mai stanco di ammirarti,
una festa senza fine

con la tua nuova squadra,
campioni con le ali che giocano ora
nei verdi prati del tuo Paradiso.

di Stefano Burbi

TREDICI VERSI

Ho fatto l’amore con la morte
che strisciando da una fessura
ha giocato sporco con la sorte
ignara della mia paura.

Come una missiva funesta
ha raggiunto il mio giaciglio
amplesso di natura opposta
e frenandomi senza scompiglio.

Il risveglio ha tolto la vita
da me la inaspettata gloria
cadeva la viola appassita
era finita la mia storia.

Ho fatto l’amore con la morte.

di Fabio Adso da Melk

DAVIDE ASTORI: TRENTUNO VERSI PER TE

Sei scivolato una notte
fra il tre e il quattro marzo
eri solo nella stanza, sei volato
via come un angelo
senza far rumore
raccomandando a tutti il silenzio
con un dito alle labbra
per non recar disturbo, capitano.

E hai compiuto tre miracoli
in uno:
il primo, interrompere un mondo in folle corsa
posseduto dall’oro
che cronometra tutto, anche l’amore,
aprendogli uno spacco nel costato:
ciò che non fece a Luigi Tenco
un festival di cinquant’anni fa;
il secondo miracolo: essere da tutti amato
in una volta sola
anche da chi mai conobbe il tuo oro;
fino al terzo miracolo: restituire
almeno per un giorno, come fanno gli eroi,
al calcio antico la sua forma pura.

Avesti il cuore a Napoli,
a Cagliari l’aurora,
a Firenze la sapienza
fanciulla in campo che autorevole dura.

Ti sei assopito nell’anima
di ognuno

come una farfalla sul fiore.

di Giuseppe Limone

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Fabio Taccola
Ospite
Fabio Taccola

Al Capitano
Con quel sorriso
tra guelfi e ghibellini di corsa andavi garbato superstite di una tenera Viola.
Di fioretto o sciabola alla bisogna
umile moschettiere intervenivi
il piede mai togliendo sul dove come quando la testa ci mettevi.
Dall’Altrove guardi ora sempre difendi
i Tuoi Gigli fiori.

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