Un girone fa la svolta. Verona altro crocevia per la stagione viola

    0



    toni savic verona“La nostra stagione cambiata da gennaio? No, già dal Verona era cambiato qualcosa: abbiamo dimostrato voglia di risalire, e da allora abbiamo avuto continuità di gioco e di risultati”. Parole firmate Vincenzo Montella, e ribadite in più sedi anche dal ds Pradè. Verona come spartiacque della stagione viola, con l’1-2 della dodicesima giornata di A arrivato dopo critiche a piovere su tutto l’ambiente Fiorentina.

    Riavvolgiamo il nastro: era il 23 novembre 2014, Fiorentina scesa all’undicesimo posto in classifica dopo il doppio (pesantissimo) ko contro Sampdoria e Napoli in campionato, intramezzato dal pareggio casalingo contro il PAOK in Europa League. Tre gare di una Fiorentina quasi senz’anima, senza gioco, senza spirito. Quelle del famoso ‘togliersi lo smoking’ di Pizarro, dell’aria da fine ciclo e da stagione senza obiettivi, già a novembre. Dopo la sosta per le Nazionali, la trasferta di Verona come chiamata d’appello per provare a reagire. Fino ad allora mai due vittorie di fila in stagione, con conseguenti critiche per la mancata continuità. Al Bentegodi, nel pomeriggio di cinque mesi fa, ecco la reazione, la gara della svolta. Vantaggio Gonzalo, poi pari di Nico Lopez e vittoria firmata Cuadrado. Due assist di Alonso. Con tutta la squadra unita e compatta alla ricerca del risultato. Prestazione ancora non all’altezza della vera Fiorentina, ma spirito assolutamente ritrovato. Da lì, da quel 23 novembre 2014, sono arrivati 36 punti in 19 partite di campionato (media di 1,9 pt a partita, contro i 13 punti racimolati nelle prime 11 gare, con media di 1,18 a partita) più il proseguimento del cammino in Europa League e in Coppa Italia.

    Prima della nuova sosta di fine marzo, e della doppia debacle contro Juve e Napoli. Ciclo di ferro di aprile iniziato con il freno a mano tirato, ma il gol in extremis di Babacar a Kiev ha ripreso per i capelli un’Europa League che sembrava allontanarsi dai viola – dopo aver compromesso in cinque giorni campionato ed Europa League.
    Stasera dunque l’Hellas, in una gara che sa di gemellaggio sugli spalti ma che in campo dovrà dare risposte precise. Partita importante che può addirittura risultare cruciale. Perché se in casa Fiorentina qualcuno crede ancora nel terzo posto (Montella in primis), oggi non possono che arrivare i tre punti. Del resto, riportarsi a sei lunghezze di distanza da Roma e Lazio a sette giornate dalla fine, con un calendario tutto in discesa, darebbe un segnale preciso a tutti (rivali e piazza). Più realisticamente, superare la Sampdoria per riagganciare l’ultimo posto utile per la qualificazione all’Europa League senza preliminari, diventa obiettivo minimo e fondamentale per salvare l’attuale campionato.

    Ci si gioca molto, oggi: serve riassaporare il gusto della vittoria, che manca da quattro partite. Tre punti anche per il famoso ‘vincere aiuta a vincere’ in vista di giovedì, quando la gara sarà davvero da dentro o fuori. Montella, del resto, varerà stasera una sorta di Fiorentina-2, con tanti big lasciati a riposo. “Ma la prestazione non dovrà mancare: mi arrabbierei se non fossimo in partita”, ha fatto prontamente sapere il tecnico viola. Anche le cosiddette seconde linee dovranno dare risposte precise, per confermare la validità della panchina viola (evidenziata più volte in questi mesi) ma anche per il futuro. Mettersi in mostra per guadagnarsi una conferma (da Diamanti a Gilardino, fino a Kurtic e Rosi) o per spezzare qualche critica negativa (Ilicic e Aquilani).
    Un girone dopo, Verona ancora crocevia della stagione viola.