Una carica alla Dinamo per ripartire. Serve uno scatto d’orgoglio del gruppo

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    montella napoliSTAMANI la Fiorentina parte per Kiev, dove troverà pioggia, sette gradi e l’occasione per riprendere colore. Tempo sereno e addirittura undici gradi domani sera, una botta di vita ucraina, per la partita contro la Dinamo nello stadio Olimpico, settantamila posti, quasi tutti occupati. Clima tosto per la terza partita che in pochi giorni può decidere il senso di un’annata intera. Informazioni metereologiche a parte, ci sono quelle legate ai sentimenti: scossi quelli del gruppo viola, che in sei giorni ha rischiato di perdere molta dell’autostima recuperata da metà gennaio in poi. Le modestissime figure contro Juve e Napoli hanno ridimensionato la stagione dopo l’eccellente striscia da gennaio a marzo e il rischio – questo è stato detto dentro lo spogliatoio durante il chiarimento di lunedì – è che il gruppo si cucia addosso l’immagine di non-vincente. Un marchio che a nessuno piace. E’ CHIARO infatti che dopo un ciclo triennale i buoni risultati debbano tradursi in qualcosa di concreto. E a parte Gomez, che ha un curriculum di vittorie lungo così (ma in quasi due stagioni ha avuto abbondantissimi problemi per replicarlo a Firenze) i giocatori viola hanno carriere magre dal punto di vista dei trofei conquistati. Un motivo in più per dimostrare che il doppio flop contro Juve e Napoli non fa parte di un difetto congenito di uno spogliatoio popolato da molti buonissimi giocatori, ma pochi leader e soprattutto pochissimi atleti abituati a competere nelle partite che contano davvero.
    LA POSIZIONE della proprietà aggiunge un elemento di equilibrio nel momento più delicato della stagione, una doppia delusione che ha fatto sbandare davvero la tenuta del gruppo: i Della Valle continuano a inviare messaggi di fiducia a tutti i protagonisti della stagione viola, raccomandandosi di difendere le posizioni in classifica e credere nella possbilità di conquistare l’Europa League. L’obiettivo più difficile – ancora difficilissimo – ondeggia a una distanza accettabile. Già arrivare in semifinale varrebbe un milione netto, ma bisogna che anche la Dinamo Kiev sia d’accordo.