Una promessa tira l’altra..E se si espone Cognigni..

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    Mario CognigniSolitamente è colui che tira il freno. Soprattutto quando si profilano piste di mercato importanti e sogni. Non a caso è l’uomo dei conti, ed il rigore economico in tempi di fair play è doveroso. Ma se si espone Mario Cognigni vuol dire davvero che la Fiorentina ha capito il momento e le possibilità che questa stagione potrebbe regalare. Anche il Presidente Esecutivo viola ha rilanciato: “Cercheremo di fare innesti importanti. Ok a sacrifici per Gennaio e per continuare a sognare”. Cose non da Cognigni, insomma. Anche se lui stesso al Corriere Fiorentino smorza la sua immagine di smonta-sogni che la stessa Curva Fiesole gli ha affibbiato nelle settimane a cavallo tra la fine della passata stagione e l’inizio di questa. Speranze, sogni, promesse.

    La promessa di far stare la Fiorentina in alto, quantomeno a lottare, l’ha fatta da subito Sousa. Con il suo low profile che contraddistingue la comunicazione del portoghese, ma piena di ambizione e fame. Già in fase di presentazione l’ex Basilea non nascose la volontà di fare di tutto per portare la sua Fiorentina nei quartieri altissimi di questa Serie A. Andando, forse, anche oltre le aspettative. Non lesinando anche frecciatine. Dalle omelette all’affaire Savic. Con l’obiettivo di far notare come altri hanno compiuto investimenti decisamente più importanti della Fiorentina stessa, e che nel calcio di oggi i campioni sono l’unica arma che hai per vincere. Sousa ha fatto il suo miracolo con organizzazione, lavoro, motivazioni, fame, e sacrifico. E idee: come Bernardeschi esterno e l’acquisto di Kalinic. Ma per vincere serve oggi serve anche altro. Lontani i tempi delle 30 partite all’anno, con i ritmi che si sono alzati, e con un calcio come quello di Sousa che necessita di serbatoi energetici importantissimi. Fisici e mentali. E quindi la coperta ha l’assoluta necessità di essere ampliata.

    Le promesse si sono succedute in serie. Ne ha fatte diverse il patron viola Andrea Della Valle. Da quelle di fine estate a quelle dei giorni natalizi. Promesse come il regalo a Sousa da fare in questa sessione di mercato, con tanta ambizione quanta il lottare per lo scudetto richiede e necessita. Poi ci sono quelle che i più accaniti detrattori non dimenticano. Come il Salah mai in Italia di Rogg e Andrea Della Valle, dei 18 milioni pronti subito per il riscatto a gennaio dello stesso egiziano. Che l’ottimo rendimento della Fiorentina di Sousa hanno contribuito a far cadere nel dimenticatoio. C’è chi torna indietro di anni rifacendosi alle promesse di Diego Della Valle, con i suoi lotteremo per lo scudetto in 5 anni e chi ricorda la vicenda cittadella e nuovo stadio. Ma questo è un altro discorso. Perché anche lì ci siamo.

    I messaggi che sta mandando la società viola sono importanti. Quasi senza precedenti. La volontà di vincere, o quantomeno di provare a farlo, quest’anno sarà tramutata anche nei fatti. C’è un mese di tempo. Ai DV il compito di tenere vivo questo sogno. E non solo a parole. Il rischio di sentirsi poi delusi sembra meno elevato rispetto ad altre volte. Perché spesso e volentieri è dalle ceneri e dalle critiche che si costruiscono le grandi imprese. Vedi la Juventus l’anno scorso. E se si espone Mario Cognigni…