Una (semi)nuova Fiorentina, con un vecchio obiettivo

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Dopo la bella prestazione in Coppa Italia contro la Roma e le presentazioni dei neo acquisti Rosi e Salah, la Fiorentina si rituffa sul campionato. Finalmente con la mente sgombra da voci di mercato, di imminenti arrivi o prossime partenze. Chi c’è, c’è. Chi non c’è, non c’è. Fino a giugno. Da ora fino alla fine della stagione, ci sarà solo un pensiero: cercare di fare più punti possibili in campionato, per raggiungere un posto in Europa (meglio se Champions) e, contemporaneamente, cercare di raggiungere la finale di Coppa Italia e fare più strada possibile in Europa League. Sembra veramente tanta carne al fuoco. Sembrano troppi obiettivi da raggiungere, tutti in una volta. E, come è ovvio che sia, non sarà affatto facile raggiungerli tutti. Già è difficile centrarne uno. Ma la rosa qualitativamente e quantitativamente sufficiente per provarci c’è.

C’è perché, nonostante se ne sia andato Cuadrado, la Fiorentina ha ritrovato un Mario Gomez in grande spolvero che, servito a dovere, ha segnato ben 5 reti nel 2015. E non può essere che un segnale positivo in vista del prosieguo della stagione. C’è perché sono arrivati rinforzi funzionali al gruppo: da Diamanti a Gilardino, da Rosi a Salah, Montella ha avallato ogni scelta di mercato. Quest’anno, forse per la prima volta in tre anni, sono arrivati nel mercato di gennaio tutti giocatori che sembrano convincere lo staff tecnico. Diamanti, parole di Montella, “è un trascinatore, un giocatore che lotta e può integrarsi benissimo in questa squadra. Mi piace il suo modo di giocare”; Gila “è un acquisto condiviso ed è ancora uno dei più forti attaccanti d’area di rigore che ci sono in circolazione”; Rosi, arrivato per volontà della coppia Pradè-Montella (“Già l’anno scorso si era parlato di un mio possibile arrivo alla Fiorentina. Montella ha inciso molto nella mia scelta, lui e Pradè conoscono le mie caratteristiche e sono pronto a dare tutto”), per il d.s. viola “può darci molto a livello di corsa, di ritmo. Lo conosciamo da tanti anni…”; infine Salah, sul quale, sempre Pradè, ha assicurato “puntiamo molto su di lui”.

Unione d’intenti. Rosa rimaneggiata. Adesso c’è solo da lavorare per puntare al terzo posto. Che è ancora lì. Sarebbe un grave errore alzare bandiera bianca già adesso, solo perché il Napoli è a +7. La Fiorentina deve provare a trovare quella continuità che le è mancata fino ad ora, già partendo da domenica contro l’Atalanta, dove ha un solo risultato a disposizione, ed è la vittoria. Atalanta, Sassuolo e poi Torino. Queste sono le prossime tre avversarie della squadra di Montella in campionato. Dire che è obbligatorio portare a casa 9 punti, è qualcosa di normale amministrazione, se in testa c’è ancora quel dannato terzo posto…

E se non arrivasse il terzo posto? Mal di poco. Ci sono altri due obiettivi da provare a centrare. Perché non sarebbe affatto sbagliato alzare una delle due coppe a fine stagione. A maggio scorso, i viola ci sono andati ‘solo’ vicino, disputando la prima finale dell’era Della Valle. E se quest’anno fosse davvero la volta buona? E se quest’anno la pallina della roulette si fermasse dalle nostre parti? Con questa rosa, con questi giocatori, tutto è possibile. Perché scusate se è poco, ma lo sapete con chi potremo disputare il rush finale, per disorientare ogni avversario? Beh, quel Pepito Rossi che tanto è mancato, e tanto continua a mancare. Gomez, Babacar, Gilardino, Rossi, Diamanti, Bernardeschi (perché ancora non si sa quando tornerà a disposizione di Montella con precisione, ma ci sarebbe anche lui…) e Ilicic. Fateli tornare tutti al top. Poi, se ne ragiona se il terzo posto è ancora fattibile. Intanto, però, pensiamo all’Atalanta di Colantuono. Perché la sfida viola, riparte da lì… 

Autore: Michela Lanza – Redazione Fiorentina.it