Una sosta per capire chi siamo. In mezzo alle tante variabili

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    Paulo SousaBenedetta sia l’imprevedibilità. Lo aveva detto esplicitamente lo stesso Paulo Sousa nel finale della passata stagione: “Per l’anno prossimo devo lavorare per far diventare la Fiorentina maggiormente imprevedibile possibile”. Innegabile come la squadra viola nella seconda parte di stagione abbia trovato oltre al calo emozionale post mercato di gennaio evidenti difficoltà nel riuscire a cambiare faccia alla sua manovra. Di partita in partita, e durante le partite stesse. Fin troppo evidente come il mercato fatto da Corvino sia stato improntato proprio su questa direttiva. Alternative, tante, soluzioni differenti e variabili altrettante.

    L’arrivo dei tanti esterni d’attacco, da Tello a Toledo, e l’inizio del ritiro di Moena diviso tra  4-3-3 e 4-2-3-1 portava esattamente in questa direzione. Poi il brusco ritorno alla difesa a 3. In mezzo al campo le alternative non mancano, ma il centrocampo a tre resta al momento una variabile, e non certezza. Sousa ha adesso la possibilità di giocare con il trequartista Ilicic, con i trequartisti Ilicic e Borja oppure avanzando Bernardeschi o ancora mettendo Chiesa (Hagi è molto indietro nelle gerarchie), con due punte mettendo Zarate di fianco a Kalinic, con un centravanti di movimento come il croato o con uno di sfondamento come Babacar, o con due prime punte come Baba e l’ex Dnipro. Il tutto rimanendo alla sola zona avanzata. Intanto Tello e Bernardeschi il loro messaggio lo hanno mandato piuttosto chiaro, quasi come a dire mister potessimo giocare un po’ più in avanti…

    La situazione Alonso ha ulteriormente mischiato le carte. Al di fuori, ma anche all’interno. Benedetta sia l’imprevedibilità, ma anche la sosta. Come sostituire l’ex Real Madrid volato al Chelsea da Conte per una valanga di milioni è ciò che Sousa dovrà capire, ed anche in fretta, in questi giorni che ci separano da Genoa-Fiorentina. Milic è andato bene alla sua prima uscita contro il Chievo, giocando da esterno di lunga percorrenza nel 3-4-2-1 usato nelle prime due uscite, almeno dal 1’. Se Olivera possa fare l’esterno di lunga percorrenza con dall’altra parte un Tello o un Bernardeschi adattati e con nelle corde poca fase difensiva, ancora è tutto da vedere. Dovrà sicuramente lavorare molto il portoghese per capire quanto l’ex Penarol abbia nel bagaglio tecnico, ma soprattutto tattico, la fase difensiva. Spinta, grinta e ritmo non mancano all’esterno arrivato last minute per come lo descrivono. Quanto a diagonali e copertura è ancora tutto da scoprire.

    Una sosta per capire chi siamo, dunque. L’estate di Corvino in tandem con Sousa ad altro non è servita se non a mischiare le carte per incartare gli avversari.