Under 21, pochi titolari nei club: Chiesa è una certezza, poi tanti ‘precari’

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Ci sarà tempo e modo per farli crescere. E se dovesse andare a finire come l’ultima volta, tra due anni, alla fase finale dell’Europeo, l’Italia Under 21 si ritroverà piena di protagonisti del nostro calcio. Ma oggi, a differenza di quanto accaduto nello scorso biennio di categoria, pochi azzurrini hanno il posto assicurato in serie A. E’ questa una delle chiavi di lettura, per esempio, dell’eterno confronto tra Italia e la Spagna, l’ultimo capitolo del quale è andato in scena ieri al Bernabeu. Gli ultimi tre incroci a livello di Under sono impietosi nei confronti dell’Italia: tre sconfitte, otto gol subiti (due fatti) e in generale la sensazione di essere sempre all’inseguimento di qualcosa di irraggiungibile.

Il dato specifico dell’amichevole persa venerdì per 3-0 fa paura: i convocati della Spagna hanno un totale di 457 presenze tra Liga, Premier e Bundesliga mentre Mandragora e compagni arrivano a 221 in serie A. Difficile competere quando è così. Uniche due certezze sono Federico Chiesa, titolare nella Fiorentina, e Barella del Cagliari. Poi altri giovani che non giocano o giocano poco: Calabria, Mancini, Bonifazi, Mandragora, Cerri, Cutrone, mentre Scuffet e Pezzella iniziano ora a giocare nell’Udinese.