Venduto flanella come seta. Comprato seta o flanella?

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    Andrea Della Valle e CorvinoLa metafora è tanto cara a Pantaleo Corvino che in un’estate lunga e complicata dal punto di vista del mercato per la Fiorentina è stata citata più di una volta dal dg salentino. Tra lana, flanella e seta, ma anche arte povera, periodi di semina e raccolta, Firenze attende ancora di capire cosa in realtà si ritrovi in casa dopo il mercato estivo 2016. Da Salcedo a Cristoforo, passando per Maxi Olivera e De Maio, ancora mai visti neanche in amichevole, fino ai vari Diks, Dragowski, Hagi che qualche minuto tra Moena ed amichevoli varie lo hanno messo nelle gambe. Continuando con i vari Toledo, fino ai Sanchez e Milic che hanno già avuto chi un ottimo, chi un buon impatto con la maglia viola indosso in queste prime due giornate di campionato. Tello sei mesi se li era già fatti, e quello ri-strappato al Barcellona è apparso essere più o meno lo stesso, ma di punti interrogativi col giudizio sospeso ce ne sono ancora molti.
     
     
    “Sarei stato uno scemo a non vendere Alonso per quella cifra”, quasi come a voler sottolineato di aver venduto flanella come seta. Una flanella comunque importante per le dinamiche viola e per Paulo Sousa. Un mercato caratterizzato dalle parole zavorra, per le tante uscite che Corvino ha messo a referto, oltre 30, ed un “giudicatemi non nell’immediato ma col tempo” che sa tanto di avanscoperta sui tanti giovani che sono arrivati alla corte di Paulo Sousa e dei quali ancora è pressoché impossibile dare giudizi e valutazioni. Anche perché ‘quelli sulla carta’ non conterebbero ugualmente niente, con la riprova del campo attesa da qui ad almeno metà stagione ancora da andare in scena.

    Il tour de force che sta per iniziare per la Fiorentina sarà sicuramente l’occasione adatta per iniziare a scoprire ancor di più di che tessuto sono fatti gli acquisti di Corvino, giocatori comunque arrivati in piena sintonia con lo stesso Sousa. Tranne Maxi Olivera, per stessa ammissione del dg viola. Che non è un dettaglio visto che il buco da tappare è proprio su quella zona del campo e non è certo un buco da poco. Tra impegni complicati e più agevoli la riprova del campo inizierà a dare le prime risposte. “Chissà che poi tra qualche anno non si dica: ma ti ricordi quel mercato che abbiamo fatto nell’estate 2016?”, disse Corvino pochi giorni fa nella conferenza stampa post mercato. Le prime risposte sono dietro l’angolo.