Verdù preferito a Suarez.. un nome che non porta fortuna al giocatore viola

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Il mercato incombe su molti, anche su Pepito Rossi, il giocatore che la tifoseria avrebbe sempre dato per intoccabile. La pressione del mercato di gennaio però sovrasta anche Suarez, che è stato tenuto spesso lontano dal terreno di gioco: un po’ per le formazioni del tecnico portoghese e un po’ per il rendimento sotto la media che ci si aspettava dall’ex giocatore dell’Atletico Madrid. Se per il primo si sono spesso smentite le voci, per il secondo un addio prematuro da Firenze potrebbe invece essere la soluzione migliore. Nelle ultime partite, di Europa League e di Campionato, al posto del numero 18 viola è stato preferito diverse volte Verdù: su tutte, contro il Belenenses e nella ripresa di Reggio Emilia contro il Sassuolo dove si parlava addirittura di scegliere un cambio, quindi la riserva del titolare. Suarez è rimasto in panchina, segno che la sua chance l’aveva già avuta. Avrebbe potuto averne un’altra ma nella partita “sfortunata” contro il Carpi il centrocampista viola, così come Mati Fernandez, era fuori per espulsione (un’espulsione rimediata nel suo vecchio campionato, la Liga).

Mario 18, un nome e un numero non proprio fortunati in quel di Firenze. Il 18 molti tifosi viola se lo ricorderanno sulle spalle di Riccardo Montolivo, il quale, nonostante il buon trascorso nella Fiorentina ha lasciato tutti con l’amaro in bocca al momento del suo addio. Mario, un nome una garanzia! Se il buon vecchio Gomez sta scalando la classifica marcatori in Turchia, a Firenze non è stato allo stesso livello: accolto da venticinque milioni di persone al Franchi, ha deluso le aspettative, sia per gli infortuni, sia per lo scarso rendimento sotto porta che si chiede ad un attaccante.

Certamente la “colpa” di Suarez non sta né nel nome, né nel numero, ma il centrocampista attualmente viola non può sfuggire al suo destino. C’è chi dice che adattamento al campionato italiano sia tosto e che quindi la Fiorentina deve fare un esame di coscienza e tenerlo ancora almeno sei mesi per testarlo nuovamente nella seconda parte della stagione, e chi invece sostiene che debba essere uno dei giocatori che dovrà munirsi di valige e partire per un’altra meta e trovare altre luci di ribalta.

L’unica cosa certa per il momento è che Sousa non è quel genere di allenatore che si fa mettere i piedi in testa da nessuno e si è infatti visto nelle sue scelte di formazione: Mario Suarez dovrà quindi fare un passo indietro e valutare la strada da percorrere. 

Autore: Camilla Cecchetti – Redazione Fiorentina.it