Verso la Finale: Montella cerca certezze. Con la Roma test vero

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    Aquilani Borja Valero Pizarro VeronaMancano meno di tre settimane, precisamente diciotto giorni, alla Finale del 3 maggio, obiettivo ormai nella mente di tutti in casa viola. Si cerca di arrivare al meglio all’appuntamento più importante dell’anno, cercando nel frattempo di raggiungere l’obiettivo minimo in campionato, ovvero mantenere quel quarto posto che permetterebbe di evitare brutti scherzi in caso di mancato risultato contro il Napoli (lo abbiamo già detto più volte, ci sarebbe una bella differenza tra iniziare la prossima stagione ad inizio o fine agosto). Le idee per il futuro in Viale Fanti sono chiare, ma la data del 3 maggio segnerà uno spartiacque importante nel progetto Fiorentina. “Parleremo di mercato dopo la Finale”, è il messaggio che viene ripetuto da casa viola negli ultimi giorni. Come dire: concentrazione massima ai partenopei, il resto si vedrà poi.

    In ottica Coppa Italia, dunque, ecco la bella prestazione di Verona, che ha riconsegnato al calcio la vera Fiorentina, in grado di divertire, condurre il gioco con fluidità ed essere micidiale in zona gol. Cinque reti non si vedevano da Genoa-Fiorentina 2-5, seconda giornata di campionato, ma in generale è la facilità di calcio dei gigliati ad aver riportato definitivamente il sorriso in casa viola, dopo un periodo buio tra febbraio e marzo. “Una delle migliori prestazioni della mia gestione”, ha sintetizzato Montella dal Bentegodi. Un Aeroplanino che, proprio in vista del 3 maggio, inizia a cercare certezze da opporre al Napoli. La prima è che, con gli allenamenti distribuiti nell’arco di una settimana, la Fiorentina ha ritrovato il suo ‘tiki-taka’. Scusate se è poco. L’altra, poi, è legata al fatto che, con quei tre lì in mezzo – Pizarro, Aquilani e Borja Valero – che ruotano al massimo, la squadra gira che è una meraviglia. Montella non aveva a disposizione i suoi ‘Tre Tenori’ da otto partite, e contro il Verona si è capito perché il trio titolare di centrocampo sia considerato fondamentale nella riuscita del gioco viola.

    Altra certezza, poi, è legata al ritorno della difesa titolare, almeno sulla carta. A Verona erano infatti in campo Pasqual, Savic, Gonzalo Rodriguez e Tomovic, che a meno di outsider degli ultimi giorni saranno i quattro che Montella opporrà al Napoli il 3 maggio. Il quartetto arretrato non scendeva in campo insieme, in campionato, da un mese e mezzo, dalla gara contro la Lazio (escludendo il quarto d’ora iniziale contro il Milan), mentre in generale questi quattro difensori hanno presidiato insieme l’area viola soltanto in dieci occasioni (più gli spezzoni iniziali contro Milan ed Inter – quando in entrambi i casi uscì Pasqual per infortunio sullo 0-0) sul totale delle 33 partite disputate nell’attuale Serie A dalla Fiorentina. Certo, i risultati vanno migliorati in maniera sensibile, visto che i tre gol subiti contro l’Hellas hanno palesato ancora una volta la fragilità viola in azione di contropiede – aspetto in cui il Napoli di Benitez è tra l’altro maestro –, ma intanto il fatto di aver dato minuti nelle gambe ai difensori titolari può essere una componente importante.

    Certezze che, infine, portano al nome di Juan Cuadrado, forse il giocatore più in forma nelle ultime gare della Fiorentina. Tornato determinante quando è stato riportato in attacco, libero di spaziare su tutto il fronte offensivo, il colombiano sarà assente in Finale di Coppa in quanto squalificato, e Montella dovrà dunque provare nelle prossime due partite – e lo sta già facendo in allenamento – delle varianti che possano far sentire il meno possibile l’assenza del numero 11 all’Olimpico.

     

    Il tutto, però, al netto di una considerazione di fondo, che lo stesso Montella ripete a più riprese: le scelte definitive su chi scenderà in campo all’Olimpico il 3 maggio verranno prese solo nei giorni precedenti la Finale, ed ogni giocatore dovrà dimostrare di arrivare al massimo all’appuntamento. “La Finale di Coppa? Il pensiero c’è, cerco di mantenere tutti in condizione psico-fisica per quell’evento, in modo da avere a disposizione più giocatori possibili”, ha sottolineato l’allenatore gigliato a Verona. Per questo il tecnico viola sta tenendo tutti sulla corda, sta dando spazio ad Ilicic nella speranza che lo sloveno – in un modulo che in teoria dovrebbe agevolarlo – riesca a sbloccarsi, e sta gestendo Matri – dall’alto dell’esperienza di uno che è stato grande attaccante – con l’intento di averlo a livelli ottimali fra 18 giorni.

    In avanti, comunque, restano i due dubbi più grandi, ovvero quelli che rispondono ai nomi di Giuseppe Rossi e Mario Gomez. Pepito inserirà in settimana i contrasti nel proprio programma di allenamento, si sta già esibendo con il gruppo anche se poi manca l’ultimo step per averlo in forma dal punto di vista psico-fisico. Il Panzer numero 33, allo stesso modo, è atteso in gruppo in questa settimana: per entrambi è previsto – nella tabella di avvicinamento alla Finale – un minutaggio importante in partita tra Roma e Bologna.

     

    Intanto, il prossimo impegno si chiama proprio Roma, vera bestia nera per Montella e per la Fiorentina guidata dall’Aeroplanino. Il tecnico campano ha perso quattro volte su quattro da quando è sulla panchina viola, mentre ai tempi di Catania arrivarono due pareggi in due partite. “Non sono mai riuscito a vincere contro la Roma pur giocando molto bene, spero che sabato la squadra giochi male e vinca”, ha spiegato ironicamente l’allenatore. Sarà un test vero, quello contro i giallorossi, con i viola opposti ad una squadra di livello pari o superiore a quella partenopea. Certo, il gioco di Garcia non può essere paragonato a quello di Benitez: formazione compatta, forte in difesa, concreta nel possesso palla la prima, compagine devastante in ripartenza, spietata sotto porta ma fragile dalla cintola in giù la seconda. Fare risultato contro la Roma, però, consentirebbe alla Fiorentina di avvicinarsi con ancora più ottimismo all’appuntamento dell’Olimpico. Questione di messaggi – a se stessi e agli avversari –, di morale e di consapevolezza nei propri mezzi. Anche perché, a questo punto, è importante anche dare continuità alla crescita viola, dopo le due ultime buone prestazioni.

    Road to Rome: mancano diciotto giorni, in casa viola continua la marcia d’avvicinamento all’appuntamento più atteso dell’anno. E, forse, dell’intera gestione Della Valle.