Via il simbolo del divertimento. La città si dividerà, ma…

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Juan Guillermo Cuadrado potrebbe lasciare Firenze. Anzi, sta per farlo, secondo quelle che sono le ultime indiscrezioni… Perché la Fiorentina avrebbe accettato l’offerta del Chelsea, che fin da subito ha dato l’impressione di fare sul serio e di voler portare il colombiano alla corte di José Mourinho: 33 milioni più il prestito di Mohamed Salah. E Cuadrado può volare a Londra. Ora la domanda che tutta Firenze si porrà è una sola: un’operazione giusta o sbagliata? La città, come sempre, si dividerà tra chi penserà che sia una follia cedere un giocatore come Cuadrado nel mercato di gennaio, e chi, invece, riterrà l’operazione di mercato una grande opportunità per investire anche in vista del futuro, visto il rendimento non propriamente esaltante della ‘Vespa’ in questa stagione. E poi, non si può stare in Paradiso a dispetto dei Santi…

Cuadrado ha sempre fatto intendere di essere felice a Firenze. Di divertirsi. Di non pensare ad altro. Ma ad oggi, in questa stagione, lo abbiamo visto poche volte fare la differenza. Cambiare il volto di una partita. Incidere come dovrebbe fare un top player. E non perché non lo sia. Ma perché, fin troppo spesso, ha dato la sensazione di scendere in campo con poca convinzione. Di farlo perché, ormai c’era da arrivare a maggio. Come da contratto. Ha sempre corso (quello sì, ed è stato pure tartassato dagli avversari con calcioni e fallacci), a sprazzi può essersi divertito, ma il suo sorriso, dall’estate scorsa quando è rimasto ‘prigioniero’ della richiesta di 40 milioni della società viola per cederlo, è sembrato più spento. Come forzato. Malinconico. Insomma, inutile negare che tutti si aspettavano il suo addio nell’estate scorsa. Primo tra tutti, il diretto interessato. E questo ritardo non ha fatto altro che offrire alla Fiorentina e a Montella un giocatore meno incisivo. Con meno mordente. A tratti nervoso, poco determinante. Per quelle che sono le sue qualità tecniche e fisiche, per quello che è il suo valore assoluto, ovviamente…

Questi i numeri della stagione di Cuadrado: il colombiano ha giocato  17 partite in campionato, 5 in Europa League e 1 in Coppa Italia (totale 23 partite), segnando 4 gol in campionato (ma solo uno decisivo, quello di Verona contro l’Hellas), 1 in Europa e 1 in Coppa Italia (per un totale di 6 reti), e offrendo solamente 2 assist (vincenti) ai propri compagni, entrambi nel match casalingo contro l’Udinese. Un po’ troppo pochi per chi, come lui, ha le capacità di assist man. Di saltare gli avversari come birilli. Di creare superiorità numerica. Cosa che quest’anno ha fatto veramente in rare, rarissime occasioni. Talvolta facendo anche spazientire i presenti allo stadio, quando in più di un’occasione e in più di una gara si è intestardito a tirare in porta da posizioni improbabili. Da distanze importanti. Invece di passare al compagno in grado di ricevere il suo passaggio e posizionato meglio per il tiro in porta.

La sensazione percepita è che Cuadrado abbia vestito più i panni del giocatore ‘avido’ del gol, piuttosto che quelli del top player a disposizione della squadra. Certo, è solo una sensazione. Una percezione. Come non può essere stata, invece, la scena di tensione che lo ha contraddistinto in occasione del calcio di rigore concesso alla Fiorentina a Genova contro la Samp, quando ha litigato con Gonzalo Rodriguez perché, quel penalty, voleva batterlo lui. Quella non poteva essere una percezione, ma una evidente realtà. O come il nervosismo mostrato in occasione della gara di Europa League contro la Dinamo Minsk, quando Montella si è trovato costretto a sostituirlo dopo 24’ con il giovane Minelli (dichiarando poi che “Cuadrado non era mentalmente dentro la partita”).  

La logica ci racconta di un giocatore diverso da quello che ci aspettavamo. Di prestazioni al di sotto di quelle che sono le sue grandi capacità. Un po’ per il ruolo (sì, è vero, è un’ala e non una punta…), ma molto per una questione mentale. Impossibile negare l’evidenza. Impossibile non porsi una domanda: a chi è piaciuto Juan Guillermo Cuadrado dal 30 di agosto scorso ad oggi? Chi è rimasto soddisfatto delle sue partite? Delle sue giocate? La chiamata del Chelsea è per certi versi liberatoria per tutti: per lui, che potrà calcare i palcoscenici sognati; per la società che comunque, dall’operazione Cuadrado, ci ha ricavato una buona plusvalenza da reinvestire; e per le tante punte che ha a disposizione Montella. Ora potranno scendere in campo in due… Nel frattempo, ci sentiamo di fare un grosso in bocca al lupo a Cuadrado per quella che sarà la sua nuova esperienza. Perché, comunque, in questi anni è stato il simbolo del divertente calcio fiorentino. Ci ha fatto divertire, crescendo e maturando calcisticamente parlando in riva all’Arno. Che dire. Arrivederci.

 

Autore: Michela Lanza – Redazione Fiorentina.it